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February 15, 2011 11:29 - 3 comments

Zeitgeist: Moving ForwardDopo aver recensito “Zeitgeist: The Movie” (2007) e “Zeitgeist: Addendum” (2008), oggi mi appresto a dire la mia su "Zeitgeist: Moving Forward", il nuovo documentario di Peter Joseph uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo all’inizio del 2011.

Bene, se “Zeitgeist: The Movie” doveva far parlare di se, sfruttando l’onda delle teorie complottistiche e del polverone alzato dall’11 settembre, e se “Zeitgeist: Addendum” aveva il preciso scopo di far conoscere al mondo The Venus Project di Jacque Fresco, in alternativa a quanto c’è di peggiore nella società moderna (identificato come il sistema monetario), il nuovo Zeitgeist si propone di diffondere idee su come poter migliorare la situazione, più concretamente, con un migliore metodo scientifico.

In una prima parte si studia la psiche dell’uomo, assuefatto dalla negatività della società, interpellando studosi di tutto il mondo che concordano sul fatto che l’uomo non è intrinsecamente cattivo: in una società che non incentiva i cattivi comportamenti, essi cesserebbero di essere un problema. Invece viviamo in un mondo in cui a fare successo non è il più virtuoso, ma il più carogna. Il luogo comune secondo cui le patologie comportamentali possano essere predeterminate da fattori genetici viene riformulato, proponendo la tesi che siano i cattivi influssi che provengono dal mondo circostante a far scattare la patologia in persone che potrebbero averne ereditato geneticamente la predisposizione. E tutto ciò avviene nel periodo della scoperta del mondo, a cominciare dalla fase di “imprinting” nel grembo materno, fino ai primi anni di vita.

L’idea è sempre quella: viviamo seguendo le regole di un sistema che ormai si è rivelato vecchio, mal progettato, mal funzionante, ma finora troppo radicato per essere sovvertito. Dal sistema monetario a riserva frazionaria al sistema di consumo/spreco delle risorse naturali del nostro pianeta… è tutto da riconsiderare, da riprogettare, perchè proviene da un periodo storico in cui non si conoscevano ancora gli stretti limiti che DOBBIAMO rispettare perchè la nostra presenza sulla Terra sia sostenibile, non solo per noi che viviamo adesso, ma anche per le generazioni a venire.

L’ultima parte del film è un viaggio all’interno di una renderizzazione 3D di un mondo del futuro, così come lo vede Jacque Fresco, un mondo non fantascientifico in quanto non lontano da quanto ci si potrebbe permettere con le tecnologie attuali, ma molto difficile da realizzare “in tempi brevi” a causa dei costi che bisognerebbe affrontare… anche se sarebbe ai fini della sopravvivenza dell’umanità (quindi l’umanità dovrebbe mettersi d’accordo per farlo gratis, secondo me).
Ma il dilemma, nato fin dalla visione di “Addendum” e dopo le prime descrizioni del Venus Project, non è cambiato: in una società iper-tecnologica, in cui la gestione delle risorse e le decisioni vengono demandate a cervelloni artificiali incorruttibili, ci sarebbe ancora spazio per qualcosa al di fuori degli schemi?

Dopo tre anni di sceneggiatura, probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso da Peter Joseph, di più pungente.
E’ anche vero che “Moving Forward” godrà del vantaggio di una distribuzione più capillare rispetto ai web-movie precedenti; già il solo fatto che sia stato proiettato nelle sale cinematografiche lo potrebbe far diventare un punto di partenza che consentirà di studiare diversamente i passi futuri, senza più preoccuparsi di dover far conoscere il progetto per la prima volta.

Ecco il video ad alta risoluzione, con audio inglese e sottotitoli in 30 lingue… buona visione! :)


Non sembra di vivere in un film, in cui ci sono gli hacker che minacciano il mondo intero mettendone sotto scacco i maggiori apparati informatici? :D
Eppure mi fanno un po’ di simpatia, questi Anonimi, per il semplice fatto che deridono le falle dei sistemi “impenetrabili”, facendoci capire che sotto sotto c’è molta superficialità anche quando c’è in gioco la sicurezza dei nostri dati, se non delle nostre vite. Mi stanno simpatici perchè, anche se c’è un sottofondo vagamente etico, in fin dei conti lo fanno per divertimento, “for the lulz” come dicono loro. Mi affascinano perchè sono tanti, ma hanno un solo volto. Mi fanno un po’ paura per l’immane potenza che possono scatenare, perchè i loro sono attacchi di massa… e la massa non sempre è consapevole.

Però…. hanno stile! :)

Anonymous

We are Anonymous.
We are Legion.
We do not Forgive.
We do not Forget.
Expect us.

February 13, 2011 02:21 - No comments yet

Ruby on RailsAlla fine di Agosto 2010 è stata rilasciata la nuova major revision del framework Ruby on Rails, la 3.0.0, che introduce

  • un nuovo motore di query per ActiveRecord;
  • un nuovo sistema di routing;
  • la gestione delle dipendenze con Bundler (ndr: spettacolare!!);
  • una efficacissima protezione contro gli attacchi XSS, attiva di default;
  • impostazione dell’encoding del testo a livello generale;
  • altri piccoli miglioramenti… qui i dettagli

E siccome questo sito non è altro che il mio laboratorio degli esperimenti, mi sembrava giusto tenerlo aggiornato, visto che ero ancora fermo alla versione 2.3.2 di Rails, che comunque funzionava alla grande. Potete immaginare quanto sia stato tentato di lasciare tutto come stava, ma la tentazione è stata troppo forte… la scarica di adrenalina che precede una decisione del genere, proprio prima di premere il tasto che può rompere tutto, è una sensazione indescrivibile :)

Per l’aggiornamento ho seguito questa guida in quattro parti: Rails 3 upgrade… davvero completissima, tanto che non ho proprio niente da aggiungere :)

La comodità (da sempre il vanto di Rails) è stata nel fatto che è stato messo a punto un opportuno plugin, per aiutare gli sviluppatori nel lavoro di upgrade: questo plugin evidenzia, file per file, tutte le modifiche da apportare per rendere l’applicazione Rails 3-compliant. E’ tutto descritto nella guida che ho linkato.

Ne è risultato che buona parte del codice risultava deprecated, cioè da aggiornare, ma soprattutto tantissimi plugin erano segnalati come non più compatibili! E quindi sono servite ore per cercare l’opportuna sostituzione di ogni plugin con un apposito fork per Rails 3, oppure con uno completamente diverso, per poi adattare il mio codice e correggere anche il codice degli altri, piccoli bug ancora irrisolti nelle versioni preliminari di questi plugin. Insomma, è stata un’impresa!

Mi ha ricordato un po’ quando mi ostinavo a tenere Slackware Linux sul mio computer di casa, quando tutto il mondo cominciava ad usare Ubuntu :P


AvidemuxUltimamente mi è capitato di avere per le mani un file video con audio in lingua straniera, corredato da un file di testo in formato srt con i sottotitoli (questo sistema si chiama softsub, il file dei sottotitoli potrebbe essere anche in altri formati: sub, idx, ass, ssa).
A guardarlo sul computer nessun problema, visto che i player come VLC gestiscono perfettamente i file dei sottotitoli; ma dovendolo guardare sulla TV, caricando il video tramite connessione USB, oppure con un lettore DVD/DivX, risulta impossibile visualizzare i sottotitoli!

In questo caso si deve ricorrere ad un hardsub, cioè si devono imprimere fisicamente i sottotitoli nei fotogrammi del video.

Il programma che ho utilizzato è Avidemux 2.5.3, sulla mia macchina AMD Athlon 64 X2 Dual Core 5200 con 2GB di RAM, su cui gira Kubuntu 10.10 “Maverick Meerkat”.
Ho dettagliato la mia configurazione hardware perchè è importante per le prestazioni di Avidemux.
Avidemux, comunque, è multi-piattaforma, quindi è possibile scaricare la versione per Windows o Mac OSX e sarà identica a quella descritta in questo post.

Ovviamente, da Linux, ho scaricato Avidemux con un semplice

sudo apt-get install avidemux

che ha installato tutto il necessario, compresa la nuova interfaccia Qt di Avidemux (è nativo GTK).

Il problema, una volta installato il software, è che non è semplice intuire quali passaggi effettuare per ottenere un video di qualità… e infatti i primi tentativi sono andati a vuoto, in particolare l’audio non voleva proprio sincronizzarsi al video, andava a scatti, era inutilizzabile!!!

Allora ho cercato e ricercato su internet e ho trovato dei consigli che mi hanno aiutato non poco! Li ho riuniti e rielaborati in questa guida, che vi permetterà di ottenere un hardsub in pochi semplici passi:

  1. Apri Avidemux
  2. File > Open
    • Carica il video che vuoi sottotitolare
    • A questo punto potrebbero spuntare delle finestre di conferma, che richiedono l’autorizzazione al calcolo della mappa VBR per l’audio o la ricostruzione dell’indice del file AVI, rispondi sì a tutto.
  3. Audio > Save (audio.mp3)
  4. Audio > Main track… > Audio source: None
  5. File > Save > Save Video… (video [no audio].avi)
    • Abbiamo ottenuto il file video senza l’audio, che abbiamo salvato in un file MP3 a parte
  6. File > Open (video [no audio].avi)
  7. Nella barra laterale imposta: Video MPEG-4 ASP (xvid) (è il tipo di codifica)
  8. Pulsante Configure (sotto la codifica video)
    • Scheda General: Encoding Mode “Video size (two pass)” (metti gli stessi MB del video senza l’audio)
    • Scheda Frame : Chrome optimizer
    • Scheda Quantiser: seleziona H-263 Matrix e l’opzione Trellis Quantisation
    • Click su OK per salvare le impostazioni e chiudere la finestra
  9. Pulsante Filters
    • Subtitles > Subtitler (o il plugin più adatto al tipo di file dei sottotitoli, la descrizione dei plugin dice tutto)
    • Carica il tuo file dei sottotitoli e seleziona il font e la posizione dei sottotitoli rispetto al video
    • Controlla l’anteprima (tasto Preview) ed eventualmente imposta un ritardo (delay) dei sottotitoli, in modo che siano sincronizzati al meglio con il video.
    • Chiudi la finestra dei filtri
  10. File > Save > Save Video… (video [no audio][sub ita].avi)
  11. Attendi la fine della codifica (mettiti pure comodo)………………..
    • Adesso abbiamo il file video muto, ma con i sottotitoli impressi.
  12. File > Open (video [no audio][sub ita].avi)
  13. Audio > Main track… > Audio source: External MP3: External file > Open (audio.mp3)
    • il file che abbiamo salvato al punto 2
  14. Nella barra laterale imposta: Video “Copy”
  15. File > Save > Save Video… (video [eng][sub ita].avi)

In questo modo la CPU non dovrà tenere sincronizzato l’audio mentre è impegnata nel lavoro di compressione, ma effettuerà il mux di audio e video sovrapponendo le due tracce già codificate. Il risultato è ottimo! ;)
Tutta la procedura è durata quasi 3 ore (per un video di quasi 3 ore), quindi assicuratevi di avere a disposizione una macchina potente e magari dual core, in modo che non si pianti totalmente mentre codifica il file con XviD.

E’ anche possibile prelevare i video ed i sottotitoli da YouTube, utilizzando una delle numerose estensioni per Firefox e Chrome (o magari utilizzando uno script per Greasemonkey), e poi eseguire la procedura che ho descritto per inserire gli hardsub.
Oppure è possibile creare da se i propri file dei sottotitoli, utilizzando tool come Aegisub (roba da professionisti!).

Ci sono dei gruppi di fansub che fanno questo lavoro con gli anime giapponesi [leggi il post Fansub… e la TV non l’accendo più!], creando sottotitoli animati e spettacolari… spero che questo post possa servire come punto di partenza a qualcuno (me compreso, magari!) per intraprendere questa bellissima “carriera” :)

Un ringraziamento a Hardware Upgrade Forum!


wildfire froyo E’ con sommo piacere che comunico la ricezione della notifica di aggiornamento OTA (Over-the-air) ad Android 2.2 “Froyo” sul mio HTC Wildfire (non brandizzato).

Il download dei circa 60 MB dai server HTC è andato un po’ a rilento e l’aggiornamento sembra sia andato a buon fine, anche se per alcuni minuti il terminale è rimasto in uno stato di “non so cosa stia succedendo”.

Successivamente alla procedura di aggiornamento scandita dall’avanzamento di una barra percentuale, seguita dal riavvio e poi da una lunga attesa con l’enigmatica schermata bianca “HTC”, è comparso il messaggio

Aggiornamento di sistema


Congratulazioni!
Il tuo telefono è stato aggiornato alla versione 2.22.405.1.

per cui posso ritenermi soddisfatto, come penso tutti i possessori di questo terminale economico, ma dalle ottime caratteristiche! :)

Adesso possiamo cominciare a rompere le scatole ad HTC per l’aggiornamento ad Android 2.3 “Gingerbread”!!! XD