Dopo aver recensito “Zeitgeist: The Movie” (2007) e “Zeitgeist: Addendum” (2008), oggi mi appresto a dire la mia su "Zeitgeist: Moving Forward", il nuovo documentario di Peter Joseph uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo all’inizio del 2011.
Bene, se “Zeitgeist: The Movie” doveva far parlare di se, sfruttando l’onda delle teorie complottistiche e del polverone alzato dall’11 settembre, e se “Zeitgeist: Addendum” aveva il preciso scopo di far conoscere al mondo The Venus Project di Jacque Fresco, in alternativa a quanto c’è di peggiore nella società moderna (identificato come il sistema monetario), il nuovo Zeitgeist si propone di diffondere idee su come poter migliorare la situazione, più concretamente, con un migliore metodo scientifico.
In una prima parte si studia la psiche dell’uomo, assuefatto dalla negatività della società , interpellando studosi di tutto il mondo che concordano sul fatto che l’uomo non è intrinsecamente cattivo: in una società che non incentiva i cattivi comportamenti, essi cesserebbero di essere un problema. Invece viviamo in un mondo in cui a fare successo non è il più virtuoso, ma il più carogna. Il luogo comune secondo cui le patologie comportamentali possano essere predeterminate da fattori genetici viene riformulato, proponendo la tesi che siano i cattivi influssi che provengono dal mondo circostante a far scattare la patologia in persone che potrebbero averne ereditato geneticamente la predisposizione. E tutto ciò avviene nel periodo della scoperta del mondo, a cominciare dalla fase di “imprinting” nel grembo materno, fino ai primi anni di vita.
L’idea è sempre quella: viviamo seguendo le regole di un sistema che ormai si è rivelato vecchio, mal progettato, mal funzionante, ma finora troppo radicato per essere sovvertito. Dal sistema monetario a riserva frazionaria al sistema di consumo/spreco delle risorse naturali del nostro pianeta… è tutto da riconsiderare, da riprogettare, perchè proviene da un periodo storico in cui non si conoscevano ancora gli stretti limiti che DOBBIAMO rispettare perchè la nostra presenza sulla Terra sia sostenibile, non solo per noi che viviamo adesso, ma anche per le generazioni a venire.
L’ultima parte del film è un viaggio all’interno di una renderizzazione 3D di un mondo del futuro, così come lo vede Jacque Fresco, un mondo non fantascientifico in quanto non lontano da quanto ci si potrebbe permettere con le tecnologie attuali, ma molto difficile da realizzare “in tempi brevi” a causa dei costi che bisognerebbe affrontare… anche se sarebbe ai fini della sopravvivenza dell’umanità (quindi l’umanità dovrebbe mettersi d’accordo per farlo gratis, secondo me).
Ma il dilemma, nato fin dalla visione di “Addendum” e dopo le prime descrizioni del Venus Project, non è cambiato: in una società iper-tecnologica, in cui la gestione delle risorse e le decisioni vengono demandate a cervelloni artificiali incorruttibili, ci sarebbe ancora spazio per qualcosa al di fuori degli schemi?
Dopo tre anni di sceneggiatura, probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso da Peter Joseph, di più pungente.
E’ anche vero che “Moving Forward” godrà del vantaggio di una distribuzione più capillare rispetto ai web-movie precedenti; già il solo fatto che sia stato proiettato nelle sale cinematografiche lo potrebbe far diventare un punto di partenza che consentirà di studiare diversamente i passi futuri, senza più preoccuparsi di dover far conoscere il progetto per la prima volta.
Ecco il video ad alta risoluzione, con audio inglese e sottotitoli in 30 lingue… buona visione! :)



Ultimamente mi è capitato di avere per le mani un file video con audio in lingua straniera, corredato da un file di testo in formato srt con i sottotitoli (questo sistema si chiama softsub, il file dei sottotitoli potrebbe essere anche in altri formati: sub, idx, ass, ssa).
La Lista dei Desideri è un nuovo modo per offrire – e farsi offrire – regali originali e di grande valore.







