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Ieri sera è stata rilasciata la nuova versione di Ubuntu, la 10.04, nome in codice “Lucid Lynx”, e con essa tutti i derivati tra cui la mia preferita Kubuntu :)

Ho partecipato al release party nella chat ufficiale di Ubuntu (quella a livello mondiale) e al momento del rilascio c’erano 1500 utenti collegati, che chiedevano contemporaneamente “Is it out now?” mentre sul canale campeggiava il titolo “It’s out when it’s out, and now it’s not”… un macello! Poveri moderatori! XD
Ad un certo punto l’attesa è finita… ma ho avuto la fortuna di accorgermi del rilascio qualche minuto prima dell’annuncio ufficiale, quindi ho potuto scaricare la ISO del CD dal server principale a velocità massima, prima che i server si intasassero definitivamente :)

Sul mio computer desktop girava ancora la gloriosa Kubuntu 8.04 “Hardy Heron”, l’ultima versione LTS (Long Term Support) ed anche l’ultima che mi sono concesso di considerare veramente stabile. Ma adesso, con l’uscita della nuova LTS, le cose cambiano, poichè sono state introdotte così tante novità (testate nelle release precedenti) che rimanere indietro non ha proprio senso: KDE 4.4, il nuovo filesystem Ext4, il bootloader Grub 2, solo per citarne alcune.

In poche parole: ho backuppato, piallato tutto, e reinstallato… dopo ben 2 anni di calma piatta :)
Ho colto l’occasione di ripartizionare l’hard disk in modo da riservare una partizione alla directory /home, così la prossima volta potrò saltare la fase di backup. Inoltre ho assegnato 2 GB alla partizione di swap, tanti quanti la memoria RAM, requisito fondamentale per far funzionare l’ibernazione.

L’installazione è… bella :) Non penso ci siano altre parole, visto che le funzionalità sono quelle di sempre, semplice e intuitiva come sempre, ma la veste grafica è stata ristrutturata radicalmente (adesso è realizzata con ubiquity). Forse è un po’ lenta la parte che si occupa del partizionamento manuale, ci vuole molta pazienza per fare ciò che si vuole, e se si sbaglia qualcosa un undo costa qualche minuto di vita.
Per il resto tutto ok, la versione CD non ha il supporto multilingua (per motivi di spazio), quindi prima del reboot avviene il download e l’installazione dei pacchetti relativi alla lingua selezionata, direttamente dai repository ufficiali (ha rilevato automaticamente la connessione ethernet al router).

Al reboot, la prima cosa che salta all’occhio è che ci mette 15 secondi netti per passare dal boot loader al login! Ed soltanto altri 5 secondi dopo il login, per essere operativi.

Le prime cose da fare subito dopo il primo login sono:

  • Configurare il repository Medibuntu (per es. per i pacchetti flashplugin, googleearth)
  • Configurare il repository Canonical partner (per es. per i pacchetti sun-java6-*)
  • Installare i driver proprietari per la scheda grafica (Menù → Sistema → Hardware drivers)

Un problema è sorto dopo l’installazione dei driver proprietari: al riavvio plymouth, il programma che si occupa dello splash screen (la schermata grafica che viene visualizzata durante il boot), risulta inguardabile, con una risoluzione bassissima e colori pessimi.
Ma c’è un fix: High resolution Plymouth & Virtual Terminal for ATI/NVIDIA cards with proprietary/restricted driver.

Altro appunto: il server sonoro Pulseaudio non è installato di default, ne consegue che il suono non risulta disponibile in Flash e Wine.
Per risolvere il problema basta installare il pacchetto pulseaudio (dal gestore dei pacchetti) e spostare la voce Pulseaudio in cima alla lista delle priorità del sistema sonoro di KDE (Impostazioni di sistema → Suono).

La semplicità di installazione e configurazione (tutto tramite wizard) di pacchetti come Apache, PHP, MySQL, Samba, VNC, e tanti altri, mi fa ricordare con affetto i tempi in cui facevo tutto a manina su Slackware ˆ_ˆ

E poi finalmente abbiamo un KDE 4 stabile, completo, usabile e… figo :) Cosa c’è di meglio?


Io ODIO Windows Vista!A casa ho 6 computer, 4 con varie distribuzioni di GNU/Linux e 2 con quel “santo” di Windows XP.

Detto ciò, è mai possibile che quell’aborto di sistema operativo che si chiama “Windows Vista” riesca a rompere le scatole anche a casa mia?

Problema: mi hanno masterizzato dei DVD video in un computer con Vista e devo leggerli sulla mia amata Kubuntu Hardy 8.04.

Inserisco il DVD, mi chiede cosa fare, gli dico di aprirlo. Niente.

Provo a fare la stessa operazione da riga di comando, non si sa mai:

$ sudo mount -t udf /dev/scd0 /mnt
mount: dispositivo a blocchi /dev/scd0 è protetto da scrittura,
viene montato in sola lettura
mount: tipo fs errato, opzione non valida, superblocco su /dev/scd0 danneggiato,
       codepage o programma ausiliario mancante, o altro errore
       In alcuni casi si possono trovare informazioni utili in syslog. 
       Provare ad esempio 'dmesg | tail'

$ dmesg | tail
[20158.790692] attempt to access beyond end of device
[20158.790705] scd0: rw=0, want=68, limit=4
[20158.790720] UDF-fs: No fileset found

Errori errori errori!

Ma Google è mio amico, e trova facilmente qualcuno con lo stesso problema.

E’ un difetto del modulo UDF del kernel Linux derivante dall’interpretazione “piuttosto personale” dello standard UDF 2.50 da parte di Microsoft.

Ma c’è una soluzione! Una patch per il modulo UDF!!

Ringrazio deviantdark per la preziosa guida, molto ben scritta e soprattutto… funzionante! :)

In poche parole:

  1. scarichiamo i sorgenti del modulo UDF
  2. scarichiamo la patch per UDF 2.50 (salviamola in un file di testo)
  3. decomprimiamo i sorgenti ed applichiamo la patch
  4. compiliamo il modulo
  5. sostituiamo il modulo appena compilato a quello originale
  6. carichiamo il nuovo modulo
  7. montiamo il DVD :)

Ovviamente per i dettagli sui passi della guida potete visitare il blog di origine.

Posso certificare che il problema è stato risolto! :)


Kubuntu 9.10 Karmic KoalaHo effettuato l’aggiornamento automatico (via internet) da Kubuntu 9.04 Jaunty Jackalope alla nuova Karmic Koala, rilasciata come di consueto a ottobre, sul mio Sony VAIO S3XP del 2005.

Piccola parentesi: ovviamente il fedele portatilino sarebbe ormai obsoleto, se non avessi estirpato Windows fin dai primi mesi. Da quando ha incontrato Linux (prima Slackware e poi Kubuntu) è sempre stato scattante, e qualcosa mi fa pensare che sarà sempre adeguato alle mie esigenze :)

Ma andiamo a noi…

l’upgrade tramite il tool grafico di KDE 4 non ha avuto particolari criticità, è stato un susseguirsi di Avanti, Avanti, Avanti… probabilmente perchè non avevo toccato la configurazione di base e non avevo aggiunto repository di terze parti.

Il desktop environment KDE è stato aggiornato alla versione 4.3, ma il cambiamento che si nota di più è il nuovo tema grafico Air (ok, succede la stessa cosa con Windows, ma in quel caso è anche l’unica cosa funzionante :P).
Altre piccole chicche e bugfix comprendono l’integrazione grafica delle applicazioni GTK come Firefox e OpenOffice (che prima erano inguardabili), il mio programma preferito Amarok 2.2, il tool di masterizzazione K3B, ed un sistema unificato per l’aggregazione delle notifiche di sistema a livello di Freedesktop (quindi sia Gnome che KDE utilizzano adesso lo stesso standard).

wicd karmic koalaInsomma niente di fantascientifico, ma finalmente posso consigliare Kubuntu agli amici :)

Ad una condizione però! La disinstallazione immediata di quell’odioso NetworkManager che non ha mai funzionato (continuava a non rilevare le reti wireless e ad assegnarmi l’ip dum.my.ip.addr −.−), in favore di un più semplice e soprattutto funzionante Wicd (a lato).
Il tutto è fattibile dall’interfaccia di installazione KPackageKit.

Beh, non c’è molto altro da dire, se non che… funziona! :)

Mi auguro di aver incoraggiato qualcuno ad avventurarsi nell’upgrade, che è molto meno traumatico di quando si potrebbe pensare!


November 28, 2008 13:26 - 8 comments

La nuova Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex ha adottato l’ultimissima versione di OpenSSH, la 5.1, che ha una feature interessantissima: la possibilità di automatizzare il chroot di una sessione SFTP.

In pratica, l’utente che effettua il login tramite SFTP avrà la possibilità di vedere soltanto la sua home directory (o la directory impostata come chroot), senza poter risalire le directory fino alla root, come invece accade normalmente.
Utilissimo nel caso in cui si voglia dare la possibilità ad un utente di effettuare degli upload su una directory accessibile anche dal web, ma non gli si vuole lasciare la libertà di girovagare per tutto il sistema.
Con le versioni precedenti di OpenSSH, per fare la stessa cosa, era necessaria una procedura lunghissima.

Andiamo all’_how-to_:

1) installare il server SSH, se non è già installato

$ sudo apt-get install openssh-server
$ sudo vim /etc/ssh/sshd_config

2) modificare il file di configurazione in questo modo:

Subsystem       sftp    internal-sftp

# Queste righe andranno aggiunte  alla *fine* del file di configurazione
Match Group uploaders
	ChrootDirectory %h
	ForceCommand internal-sftp
	AllowTcpForwarding no

3) creare un utente uploader ed aggiungerlo al gruppo uploaders:

sudo adduser --home /var/www/uploads --no-create-home \
	--ingroup uploaders \
	--shell /bin/false \
	uploader

4) controllare che il proprietario della home directory del nuovo utente (e delle directory che risalgono il percorso, fino alla radice) sia root e che nessun altro utente o gruppo abbia permessi di scrittura su tale directory (impostarli a 755 con chown). Se questa condizione non viene soddisfatta, il login SFTP fallirà.

Risultato: l’utente uploader potrà entrare via SFTP e operare soltanto sulla sua home directory; il login SSH invece non sarà possibile.

PS: purtroppo questo metodo non è implementato sulla versione di OpenSSH presente sull’ultima LTS di Ubuntu, la 8.04 Hardy Heron… significa che i più prudenti dovranno attendere fino al 2010 per la prossima LTS.


Gli utilizzatori dei prodotti VMware Workstation/Player avranno notato che, avviando le macchine virtuali su un host Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex, i tasti premuti sulla tastiera non vengono correttamente riportati sulla macchina virtuale.
E’ una cosa fastidiosa, soprattutto perchè vengono a mancare le freccette ed i caratteri speciali come la @.

Per risolvere il problema, basta aprire un terminale e dare il seguente comando:

$ echo 'xkeymap.nokeycodeMap = true' > ~/.vmware/config

Buona virtualizzazione! :)