Come tutti avranno notato, anche a causa dei faccioni che campeggiano sulle nostre teste ad ogni angolo di strada, siamo in piena campagna elettorale: il che si traduce in troppi blablabla e infinite promesse che rimarranno tali. La storia parla da se, non c’è bisogno di mettere in campo le speranze e gli “uomini nuovi” (o donne, visto che la moda è questa)… continuo a pensare fortemente che nessuno si interessi della salute del paese, perciò prevedo un altro bel periodo in cui dovremmo vergognarci di paragonare l’Italia ai nostri vicini europei.
Il problema è che i partiti, invece di concentrarsi su problemi concreti e risolvibili, si sono impegnati al massimo per ottenere il premio per chi spara la cazzata più grossa per farsi votare. Quindi sono volati paroloni come “stabilizzazione dei precari”, “meno tasse per tutti”, “meritocrazia”… MINCHIATE!
Perchè non partiamo da qualcosa di più fattibile?
Ogni anno lo Stato spende MILIARDI per supportare la Microsoft nei suoi sporchi giochi di potere, che ultimamente si stanno rivelando ancora più sporchi dopo la “compravendita dei voti” all’Organizzazione internazionale per le standardizzazioni.
Qualcuno in Parlamento si è posto il problema? Statisticamente, dovrebbe esserci qualche deputato che conosca la situazione e sappia che l’adozione del software libero potrebbe risolvere diversi problemi di “liquidi” alla nostra cara Italietta… ma perchè l’argomento non è presente in nessuno dei programmi dei partiti per le prossime elezioni (13-14 aprile)?
Non ci sarebbe bisogno di dire che, se fossero risparmiati i soldi che attualmente vengono sprecati per il software proprietario, si potrebbe investirli in modo diverso… ed allora ecco che alcuni problemi diverrebbero meno irrisolvibili.
ASSOLI, l’associazione per il software libero, ha voluto sollevare il problema, con un’iniziativa mirata a far incontrare i partiti ed il popolo sulla questione del software libero.
Essendo un’associazione di rilievo nel panorama informatico italiano, i partiti che dichiareranno di supportare la causa avranno sicuramente una buona visibilità.
Per gli elettori, invece, l’adesione all’iniziativa (con la firma della petizione) servirà a far capire quante persone hanno a cuore l’argomento (al momento, dopo poche ore dalla pubblicazione dell’iniziativa, sono già state raccolte 765 firme).
Certo, non posso fare a meno di notare che il programma dell’iniziativa ha degli obbiettivi un po’ “larghi”… invitano i candidati a:
sostenere, promuovere e votare leggi e politiche che:
1) vincolino la Pubblica Amministrazione a:
* utilizzare software libero (fatte salve motivate ragioni tecniche);
* adottare formati aperti (documentati esaustivamente ed esenti da qualsiasi diritto di terzi) per tutti i dati e documenti della Pubblica Amministrazione;
* licenziare il software prodotto da o per la Pubblica Amministrazione secondo i termini d’una licenza di software libero persistente;
* destinare preferenzialmente le risorse pubbliche (per ricerca od altro) nel settore dell’ICT alla realizzazione di progetti in software libero;
* coordinare le scelte di spesa dei diversi enti col fine di realizzare congiuntamente spese abilitanti all’utilizzo più ampio del software libero;
* utilizzare software libero nel sistema educativo;
2) ribadiscano illegittimità dei brevetti di software;
3) rendano illegittime le tecniche di “Trusted Computing” che limitano la libertà dei cittadini.
In realtà, secondo me, i discorsi sui brevetti software e sul Trusted Computing sono un po’ troppo ambiziosi, visto che lo Stato non ci perde proprio niente ad approvarli. Il discorso è diverso, invece, per l’adozione del software libero e degli standard aperti nelle pubbliche amministrazioni e SOPRATTUTTO nel settore dell’educazione!
In conclusione, io penso veramente che serva qualcuno che porti queste problematiche dove di solito si discute di tutt’altro…
PS: non me ne frega niente di CHI sosterrà la causa… destra, sinistra, centro… mi basta che qualcuno lo faccia con impegno e cognizione di causa.














