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Un Film Documetario di Erik Gandini.
In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine.
In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della TV commerciale in Italia.
I suoi canali televisivi, noti per l’eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità.
Il Film, distribuito da Fandango, verrà presentato in anteprima al prossimo Festival di Venezia (2-12 settembre 2009).
Nessuna emittente televisiva nazionale trasmetterà il trailer di Videocracy.
Passi per Mediaset, per ovvi motivi, che comunque si può permettere di decidere cosa mandare in onda.
Ma la RAI…
“anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto”
è questo il messaggio con cui i vertici RAI hanno rimandato al mittente il trailer che Fandango aveva inviato ad AnicaGis.
Quindi… da ciò si evince che sui canali della TV pubblica non si può mandare in onda un film (o anche soltanto un trailer) con argomentazioni che toccano la politica, senza mandarne in onda un altro che prende le difese di chi è stato criticato.
E come la mettiamo con le leggendarie ospitate del pluriprescritto a Porta a Porta? Forse qualcuno ha avuto modo di dire in diretta TV che il contratto con gli italiani era una cagata pazzesca (cit.)?
Tra l’altro, qualora fossero menzogne, si potrebbe anche capire un po’ di titubanza.
Ma questa è storia… una storia che ha prodotto una quantità incredibile di zombie, personaggi grotteschi e miserabili, grandi fratelli e piccoli sudditi, inoculando nel nostro subconscio false speranze di poter cambiare vita soltanto apparendo, per distogliere la nostra attenzione da ciò che è veramente importante.
Grazie, Silvio.
Come spesso succede in questi casi, la censura sta avendo esattamente l’effetto opposto e l’Internet libera sta facendo da cassa di risonanza per quel diritto di critica che qualcuno vorrebbe farci dimenticare.
Contro le leggi “inventate” da chi non sa nemmeno cosa sia Internet. Contro chi ha tutto l’interesse affinchè la rete abbia un proprietario e subisca le stesse limitazioni della carta stampata. Contro la paura verso qualcuno che non si merita tutto questa importanza.
Oggi si chiama DDL Alfano, domani avrà un altro nome, un giorno potrebbe essere la normalità.
Per la difesa di Internet, ultimo baluardo della verità.
Vuoi aderire anche tu? Visita il sito Diritto alla Rete.
Un tempo le monete venivano coniate utilizzando una piccola quantità di metallo prezioso, come oro o argento, su cui veniva apposto il simbolo del sovrano. Chiunque avesse del metallo prezioso poteva portarlo alla zecca e trasformarlo in monete, lasciando alla zecca una parte del metallo per coprire le spese del conio.
La monete, dunque, andavano ad assumere un valore inferiore rispetto al valore del metallo prezioso utilizzato per coniarle, a causa dell’_imposta di zecca_, ma la differenza comunque non era elevata.
Con la rivoluzione industriale, e la conseguente crescita della quantità di denaro in circolazione, il sistema di conio basato sui metalli preziosi cominciò a risultare inadeguato, quindi si introdussero le banconote e le monete coniate con metalli economici, le quali avevano però un valore nominale molto superiore al loro costo di produzione.
Il signoraggio è appunto questa differenza tra il costo che l’istituto preposto al conio affronta per la produzione del denaro, ed il valore nominale che esso andrà ad assumere.
Ci sono delle organizzazioni che hanno il monopolio per la produzione del denaro: in Europa è la BCE (Banca Centrale Europea) e in USA è la Federal Reserve.
Queste poi distribuiscono il denaro prodotto alle nazioni che ne fanno richiesta, sotto forma di prestito con interesse. L’interesse è calcolato sul valore nominale del denaro, il quale invece è stato prodotto ad un costo trascurabile (è qui che sta l’ “affare”). Questo prestito dovrebbe essere restituito a fine anno, per cui si crea un debito pubblico che lo Stato deve colmare annualmente, tramite il prelievo fiscale.
Ciò che va ad incrementare all’infinito questo debito è l’interesse applicato al prestito, poichè per colmarlo è comunque necessaria una quantità di denaro virtualmente inesistente (la BCE vorrebbe restituito il denaro prodotto, più una percentuale di esso… che non è mai stata prodotta!): il risultato è che il denaro in circolazione diminuisce di anno in anno (perchè vengono utilizzati i soldi delle tasse per pagare gli interessi sul prestito iniziale) e lo Stato dovrà periodicamente richiedere altri capitali alla BCE, la quale ancora una volta effettuerà un prestito, applicando ad esso un interesse che si va ad aggiungere all’interesse che già precedentemente era impossibile colmare.

E va avanti così, all’infinito… è un debito ETERNO, INESTINGUIBILE e PUO’ SOLO AUMENTARE. Questo è il motivo per cui la situazione peggiorerà sempre, qualsiasi cosa dicano i nostri politici e qualsiasi governo vada al potere.
C’è da dire che la BCE, l’organismo che dovrebbe essere al di fuori di ogni autorità statale, è di proprietà di qualcuno: diverse banche europee si spartiscono percentuali della BCE, tra cui la Banca d’Italia, che ne possiede il 12,5%.
La Banca d’Italia, pur essendo un istituto di diritto pubblico, non è di proprietà dello Stato Italiano: è una S.p.A. il cui 94% del capitale è diviso tra banche private, tra le quali Intesa Sanpaolo (30%), Unicredit (15%) e altre banche, fondazioni e istituti privati.
Ne deriva che l’Italia è indebitata fino al collo… con alcuni cittadini italiani! Queste persone prendono dei pezzi di carta, ci stampano sopra qualcosa, e ce li prestano.
Non aspettiamoci che la situazione potrà migliorare in futuro, se tutto andrà avanti così, per inerzia.
Per avere un quadro più chiaro su questo argomento e su tutto il “contorno” (come il sistema monetario a riserva frazionaria, altra grandissima truffa), vi invito a dare uno sguardo al PDF
Euroschiavi( UPDATE: purtroppo il sito è definitivamente off-line)
e al documentario Zeitgeist Addendum… che traccia un futuro oscuro, ma con qualche speranza di cambiamento:
In bocca al lupo a tutti…
Esiste un film, anzi due, che vengono diffusi unicamente su Internet e di cui i media non parlano e non parleranno mai.
Zeitgeist – The Movie e Zeitgeist Addendum sono web-film no profit diretti, prodotti e distribuiti da Peter Joseph.
Parlando chiaramente, sono film/documentari di carattere attivista, cioè finalizzati a risvegliare nostre le coscienze sopite, o per meglio dire anestetizzate dall’informazione controllata che ci viene propinata giornalmente da TV, stampa, scuola, ecc.
L’argomento principale dei due documentari è il sistema globale, comprendente religioni, politica ed economia… tre “fattori di influenza sulle masse” che sono tristemente connessi.
Vengono forniti spunti di riflessione sulle cause dei comportamenti che, come risultato, portano nelle nostre vite la guerra, la miseria, l’intolleranza, la distruzione del pianeta. Penso che siano degli argomenti che dovrebbero essere cari a tutti noi; purtroppo invece, nella maggioranza dei casi, non ci viene dato modo di partecipare attivamente alla gestione di queste emergenze, per il semplice fatto che qualcuno ci fa credere di occuparsene abbondantemente: G20, G8, Kyoto… hanno mai risolto qualcosa? La crisi non si sta forse espandendo con crescita esponenziale?
Ci si chiede, quindi, il motivo per cui certi eventi disastrosi avvengono nella nostra società: perchè si tende a differenziare le religioni, creando addirittura delle frange estremiste? Perchè si utilizzano soprattutto queste motivazioni per far scoppiare delle guerre? Perchè l’economia mondiale tende al collasso? Perchè si vive sempre peggio e viene amplificata costantemente la disuguaglianza sociale? … CHI NE E’ RESPONSABILE?
Il primo documentario, Zeitgeist – The Movie, nella prima parte denuncia il comportamento delle istituzioni religiose di tutto il mondo, facendo intuire che tutte le diverse credenze (diverse, eppure molto simili) si possono ricondurre agli stessi miti ancestrali. Non ci sarebbe dunque motivo di esasperare i comportamenti religiosi, ammesso che una volontà superiore esista: semplicemente non dovrebbe essere un argomento di scontro terreno.
Nella seconda parte sposta invece l’attenzione sui collegamenti politico/economici che muovono le guerre di religione, arrivando a sostenere (come fece il film Farenheit 9/11) che gli attentati dell’11 settembre potrebbero essere tutt’altro rispetto a quanto ci hanno fatto capire i media.
Il secondo documentario, Zeitgeist Addendum, ha lo scopo di divulgare informazioni riguardo all’attuale sistema economico mondiale, il sistema monetario a riserva frazionaria: praticamente una grande frode ai danni dell’umanità. Un sistema che si fonda su un debito, il quale dovrebbe essere poi saldato con denaro di fatto inesistente.
E chi non è d’accordo con quanto viene imposto dalle corporations… viene terminato!
Le implicazioni sono vaste e di sicuro oltre ogni aspettativa!
Ecco i link ai video… buona visione!
Io ho deciso che voglio avere fiducia nel futuro, sebbene tutto faccia pensare che l’ultima parola spetti sempre a qualcuno che non ha molto a cuore il destino del mondo.
Il tempo che abbiamo a disposizione è sempre poco, la vita è breve, ma viviamo in un’epoca di cambiamento… non si può andare avanti così ancora per molto e chissà che le parole di Zeitgeist non possano far emergere un maggiore senso critico in tutti noi.
Sembra che il mondo si sia accorto che questa elezione non riguardava soltanto l’America. Forse perchè la precedente amministrazione ha portato dolore per tutti senza distinzione di stato, razza e religione… è stata la dimostrazione che il Presidente degli Stati Uniti d’America è un po’ come il “Presidente della Confederazione Galattica”… e Bush lo è stato in negativo. E quel McCain aveva lo stesso tristissimo sguardo.
Presidente Obama, non sarà difficile fare di meglio!
Se poi vogliamo analizzare quanto sia stato complicato riunire quasi tutto il grande popolo americano sotto una speranza, forse soprattutto uno slogan, un volto “amico”… beh… per fare un paragone, è come se alle elezioni italiane, al posto di Veltroni, si fosse presentato Yuji Nakamura (nome japponese trovato a caso su Google), dagli occhi a mandorla ma magari italianissimo di nascita e discendenza: la prima reazione sarebbe stata comunque qualcosa tipo “ma chi è questo? che vuole?”.
L’America ne ha combinati casini, anche per molto meno.
Bravo, Presidente Obama… hai ispirato fiducia!
Il vero risultato di questo “change we need” si vedrà alla prima difficoltà, quando la tua decisione dovrà essere diversa dalla solita decisione.
PS: e per favore, non calare la testa anche tu a Silvio. Trattalo per quello che merita.
Come tutti avranno notato, anche a causa dei faccioni che campeggiano sulle nostre teste ad ogni angolo di strada, siamo in piena campagna elettorale: il che si traduce in troppi blablabla e infinite promesse che rimarranno tali. La storia parla da se, non c’è bisogno di mettere in campo le speranze e gli “uomini nuovi” (o donne, visto che la moda è questa)… continuo a pensare fortemente che nessuno si interessi della salute del paese, perciò prevedo un altro bel periodo in cui dovremmo vergognarci di paragonare l’Italia ai nostri vicini europei.
Il problema è che i partiti, invece di concentrarsi su problemi concreti e risolvibili, si sono impegnati al massimo per ottenere il premio per chi spara la cazzata più grossa per farsi votare. Quindi sono volati paroloni come “stabilizzazione dei precari”, “meno tasse per tutti”, “meritocrazia”… MINCHIATE!
Perchè non partiamo da qualcosa di più fattibile?
Ogni anno lo Stato spende MILIARDI per supportare la Microsoft nei suoi sporchi giochi di potere, che ultimamente si stanno rivelando ancora più sporchi dopo la “compravendita dei voti” all’Organizzazione internazionale per le standardizzazioni.
Qualcuno in Parlamento si è posto il problema? Statisticamente, dovrebbe esserci qualche deputato che conosca la situazione e sappia che l’adozione del software libero potrebbe risolvere diversi problemi di “liquidi” alla nostra cara Italietta… ma perchè l’argomento non è presente in nessuno dei programmi dei partiti per le prossime elezioni (13-14 aprile)?
Non ci sarebbe bisogno di dire che, se fossero risparmiati i soldi che attualmente vengono sprecati per il software proprietario, si potrebbe investirli in modo diverso… ed allora ecco che alcuni problemi diverrebbero meno irrisolvibili.
ASSOLI, l’associazione per il software libero, ha voluto sollevare il problema, con un’iniziativa mirata a far incontrare i partiti ed il popolo sulla questione del software libero.
Essendo un’associazione di rilievo nel panorama informatico italiano, i partiti che dichiareranno di supportare la causa avranno sicuramente una buona visibilità.
Per gli elettori, invece, l’adesione all’iniziativa (con la firma della petizione) servirà a far capire quante persone hanno a cuore l’argomento (al momento, dopo poche ore dalla pubblicazione dell’iniziativa, sono già state raccolte 765 firme).
Certo, non posso fare a meno di notare che il programma dell’iniziativa ha degli obbiettivi un po’ “larghi”… invitano i candidati a:
sostenere, promuovere e votare leggi e politiche che:
1) vincolino la Pubblica Amministrazione a:
* utilizzare software libero (fatte salve motivate ragioni tecniche);
* adottare formati aperti (documentati esaustivamente ed esenti da qualsiasi diritto di terzi) per tutti i dati e documenti della Pubblica Amministrazione;
* licenziare il software prodotto da o per la Pubblica Amministrazione secondo i termini d’una licenza di software libero persistente;
* destinare preferenzialmente le risorse pubbliche (per ricerca od altro) nel settore dell’ICT alla realizzazione di progetti in software libero;
* coordinare le scelte di spesa dei diversi enti col fine di realizzare congiuntamente spese abilitanti all’utilizzo più ampio del software libero;
* utilizzare software libero nel sistema educativo;
2) ribadiscano illegittimità dei brevetti di software;
3) rendano illegittime le tecniche di “Trusted Computing” che limitano la libertà dei cittadini.
In realtà, secondo me, i discorsi sui brevetti software e sul Trusted Computing sono un po’ troppo ambiziosi, visto che lo Stato non ci perde proprio niente ad approvarli. Il discorso è diverso, invece, per l’adozione del software libero e degli standard aperti nelle pubbliche amministrazioni e SOPRATTUTTO nel settore dell’educazione!
In conclusione, io penso veramente che serva qualcuno che porti queste problematiche dove di solito si discute di tutt’altro…
PS: non me ne frega niente di CHI sosterrà la causa… destra, sinistra, centro… mi basta che qualcuno lo faccia con impegno e cognizione di causa.
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