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bruno @ 15/11/2008 18:40 - No comments yet

Esiste un film, anzi due, che vengono diffusi unicamente su Internet e di cui i media non parlano e non parleranno mai.

Zeitgeist

Zeitgeist – The Movie e Zeitgeist Addendum sono web-film no profit diretti, prodotti e distribuiti da Peter Joseph.

Parlando chiaramente, sono film/documentari di carattere attivista, cioè finalizzati a risvegliare nostre le coscienze sopite, o per meglio dire anestetizzate dall’informazione controllata che ci viene propinata giornalmente da TV, stampa, scuola, ecc.

L’argomento principale dei due documentari è il sistema globale, comprendente religioni, politica ed economia… tre “fattori di influenza sulle masse” che sono tristemente connessi.
Vengono forniti spunti di riflessione sulle cause dei comportamenti che, come risultato, portano nelle nostre vite la guerra, la miseria, l’intolleranza, la distruzione del pianeta. Penso che siano degli argomenti che dovrebbero essere cari a tutti noi; purtroppo invece, nella maggioranza dei casi, non ci viene dato modo di partecipare attivamente alla gestione di queste emergenze, per il semplice fatto che qualcuno ci fa credere di occuparsene abbondantemente: G20, G8, Kyoto… hanno mai risolto qualcosa? La crisi non si sta forse espandendo con crescita esponenziale?

Ci si chiede, quindi, il motivo per cui certi eventi disastrosi avvengono nella nostra società: perchè si tende a differenziare le religioni, creando addirittura delle frange estremiste? Perchè si utilizzano soprattutto queste motivazioni per far scoppiare delle guerre? Perchè l’economia mondiale tende al collasso? Perchè si vive sempre peggio e viene amplificata costantemente la disuguaglianza sociale? ... CHI NE ERESPONSABILE?

Il primo documentario, Zeitgeist – The Movie, nella prima parte denuncia il comportamento delle istituzioni religiose di tutto il mondo, facendo intuire che tutte le diverse credenze (diverse, eppure molto simili) si possono ricondurre agli stessi miti ancestrali. Non ci sarebbe dunque motivo di esasperare i comportamenti religiosi, ammesso che una volontà superiore esista: semplicemente non dovrebbe essere un argomento di scontro terreno.
Nella seconda parte sposta invece l’attenzione sui collegamenti politico/economici che muovono le guerre di religione, arrivando a sostenere (come fece il film Farenheit 9/11) che gli attentati dell’11 settembre potrebbero essere tutt’altro rispetto a quanto ci hanno fatto capire i media.

Il secondo documentario, Zeitgeist Addendum, ha lo scopo di divulgare informazioni riguardo all’attuale sistema economico mondiale, il sistema monetario a riserva frazionaria: praticamente una grande frode ai danni dell’umanità. Un sistema che si fonda su un debito, il quale dovrebbe essere poi saldato con denaro di fatto inesistente.
E chi non è d’accordo con quanto viene imposto dalle corporations... viene terminato!

Le implicazioni sono vaste e di sicuro oltre ogni aspettativa!

Ecco i link ai video… buona visione!

Io ho deciso che voglio avere fiducia nel futuro, sebbene tutto faccia pensare che l’ultima parola spetti sempre a qualcuno che non ha molto a cuore il destino del mondo.
Il tempo che abbiamo a disposizione è sempre poco, la vita è breve, ma viviamo in un’epoca di cambiamento… non si può andare avanti così ancora per molto e chissà che le parole di Zeitgeist non possano far emergere un maggiore senso critico in tutti noi.


bruno @ 05/11/2008 11:00 - No comments yet
Barack Obama

Sembra che il mondo si sia accorto che questa elezione non riguardava soltanto l’America. Forse perchè la precedente amministrazione ha portato dolore per tutti senza distinzione di stato, razza e religione… è stata la dimostrazione che il Presidente degli Stati Uniti d’America è un po’ come il “Presidente della Confederazione Galattica”... e Bush lo è stato in negativo. E quel McCain aveva lo stesso tristissimo sguardo.

Presidente Obama, non sarà difficile fare di meglio!

Se poi vogliamo analizzare quanto sia stato complicato riunire quasi tutto il grande popolo americano sotto una speranza, forse soprattutto uno slogan, un volto “amico”... beh… per fare un paragone, è come se alle elezioni italiane, al posto di Veltroni, si fosse presentato Yuji Nakamura (nome japponese trovato a caso su Google), dagli occhi a mandorla ma magari italianissimo di nascita e discendenza: la prima reazione sarebbe stata comunque qualcosa tipo “ma chi è questo? che vuole?”.
L’America ne ha combinati casini, anche per molto meno.

Bravo, Presidente Obama… hai ispirato fiducia!

Il vero risultato di questo “change we need” si vedrà alla prima difficoltà, quando la tua decisione dovrà essere diversa dalla solita decisione.

PS: e per favore, non calare la testa anche tu a Silvio. Trattalo per quello che merita.


bruno @ 04/04/2008 15:47 - 4 comments

Come tutti avranno notato, anche a causa dei faccioni che campeggiano sulle nostre teste ad ogni angolo di strada, siamo in piena campagna elettorale: il che si traduce in troppi blablabla e infinite promesse che rimarranno tali. La storia parla da se, non c’è bisogno di mettere in campo le speranze e gli “uomini nuovi” (o donne, visto che la moda è questa)... continuo a pensare fortemente che nessuno si interessi della salute del paese, perciò prevedo un altro bel periodo in cui dovremmo vergognarci di paragonare l’Italia ai nostri vicini europei.

Il problema è che i partiti, invece di concentrarsi su problemi concreti e risolvibili, si sono impegnati al massimo per ottenere il premio per chi spara la cazzata più grossa per farsi votare. Quindi sono volati paroloni come “stabilizzazione dei precari”, “meno tasse per tutti”, “meritocrazia”... MINCHIATE!

Perchè non partiamo da qualcosa di più fattibile?

Ogni anno lo Stato spende MILIARDI per supportare la Microsoft nei suoi sporchi giochi di potere, che ultimamente si stanno rivelando ancora più sporchi dopo la “compravendita dei voti” all’Organizzazione internazionale per le standardizzazioni.
Qualcuno in Parlamento si è posto il problema? Statisticamente, dovrebbe esserci qualche deputato che conosca la situazione e sappia che l’adozione del software libero potrebbe risolvere diversi problemi di “liquidi” alla nostra cara Italietta… ma perchè l’argomento non è presente in nessuno dei programmi dei partiti per le prossime elezioni (13-14 aprile)?
Non ci sarebbe bisogno di dire che, se fossero risparmiati i soldi che attualmente vengono sprecati per il software proprietario, si potrebbe investirli in modo diverso… ed allora ecco che alcuni problemi diverrebbero meno irrisolvibili.

ASSOLI, l’associazione per il software libero, ha voluto sollevare il problema, con un’iniziativa mirata a far incontrare i partiti ed il popolo sulla questione del software libero.

Essendo un’associazione di rilievo nel panorama informatico italiano, i partiti che dichiareranno di supportare la causa avranno sicuramente una buona visibilità. Per gli elettori, invece, l’adesione all’iniziativa (con la firma della petizione) servirà a far capire quante persone hanno a cuore l’argomento (al momento, dopo poche ore dalla pubblicazione dell’iniziativa, sono già state raccolte 765 firme).

Certo, non posso fare a meno di notare che il programma dell’iniziativa ha degli obbiettivi un po’ “larghi”... invitano i candidati a:

sostenere, promuovere e votare leggi e politiche che:

1) vincolino la Pubblica Amministrazione a:

  • utilizzare software libero (fatte salve motivate ragioni tecniche);
  • adottare formati aperti (documentati esaustivamente ed esenti da qualsiasi diritto di terzi) per tutti i dati e documenti della Pubblica Amministrazione;
  • licenziare il software prodotto da o per la Pubblica Amministrazione secondo i termini d’una licenza di software libero persistente;
  • destinare preferenzialmente le risorse pubbliche (per ricerca od altro) nel settore dell’ICT alla realizzazione di progetti in software libero;
  • coordinare le scelte di spesa dei diversi enti col fine di realizzare congiuntamente spese abilitanti all’utilizzo più ampio del software libero;
  • utilizzare software libero nel sistema educativo;

2) ribadiscano illegittimità dei brevetti di software;
3) rendano illegittime le tecniche di “Trusted Computing” che limitano la libertà dei cittadini.

In realtà, secondo me, i discorsi sui brevetti software e sul Trusted Computing sono un po’ troppo ambiziosi, visto che lo Stato non ci perde proprio niente ad approvarli. Il discorso è diverso, invece, per l’adozione del software libero e degli standard aperti nelle pubbliche amministrazioni e SOPRATTUTTO nel settore dell’educazione!

In conclusione, io penso veramente che serva qualcuno che porti queste problematiche dove di solito si discute di tutt’altro…

vota per il software libero! (banner)

PS: non me ne frega niente di CHI sosterrà la causa… destra, sinistra, centro… mi basta che qualcuno lo faccia con impegno e cognizione di causa.