Ooooook… è il momento di accontentare la mia blog-stylist preferita! (cit: “scrivi troppe poche minchiateee!”)
Beh, in realtà è un appellativo che sta un po’ stretto a questo capolavoro… per il semplice motivo che è tutto maledettamente vero (gli ultimi accadimenti a lavoro lo dimostrano… grrrrr…)!!
Ed è vero anche che… evidentemente non ce la faccio a discostarmi dall’argomento principale del mio blog! =) Sono un caso cronico e me ne vanto!
Ultimamente ho attacchi di “programmazione violenta” che hanno lasciato varie tracce nei recenti post… ma che ci posso fare se mi diverto troppo? :D E mi pagano pure… mi pare QUASI male… QUASI, appunto… MUAHHAHAH!
All’ombra dell’ultimo sole
si addormentò un programmatore
tra le sue braccia un manuale
sognando il mare tropicale
Venne alla ditta un committente
con un progetto inconsistente
delle richieste da far paura
“prima di ieri perché ho premura”
E domandò un lavoro immane
con le specifiche più strane
“io voglio tutto e pago niente
ho fretta sono un committente”
Gli occhi dischiuse il softwarista
un video l’unica sua vista
dall’alba grigia fino a sera
incatenato alla tastiera
Battendo i tasti a mo’ di ossesso
e trascurando cibo e sesso
riuscì un bel giorno a consegnare
una release preliminare
E si sentiva ormai contento
ma fu sollievo di un momento
già richiamava quel cliente
“qui non funziona un accidente”
Ricominciò il programmatore
a faticar per ore ed ore
sopra un problema assai intricato
nascosto dentro ad un listato
Venne di nuovo il committente
disse “così è meglio che niente
è tuttavia per me importante
fare una piccola variante”
Ma all’ombra dell’ultimo sole
dormiva già il programmatore
tra le sue braccia un manuale
sognando il mare tropicale
Come poteva mancare il primo post direttamente dalle finestre di KDE 4?
Ma non parlerò solo del desktop enviroment, anzi vorrei iniziare proprio dal contorno. Perchè penso che sia proprio questo che differenzia KDE 4 da tutti gli altri prodotti open source finora sviluppati… la mentalità è quella dei grandi prodotti commerciali, anche se di commerciale non ha nulla. Intendo in particolare l’atteggiamento tipo “dall’11 gennaio cambierà l’informatica mondiale”, che da alcuni mesi è stato adottato dal team di sviluppo… roba che non si vedeva dai tempi dell’avvento di Windows 95… ogni singolo utente di Linux (e anche parte della concorrenza) non può non aver atteso con (spropositata?) trepidazione l’apparizione on-line dei sorgenti dell’ultima versione stabile di KDE. C’era il contatore su KDE.org... e già da molto tempo YouTube pullula di video dimostrativi delle funzionalità del nuovo gioiellino.
Ed il fatto che fosse decisamente semplice scaricare i sorgenti, fin dalle prime versioni alpha, e compilare tutto a puntino per la propria distribuzione, ha contribuito alla nascita di una sorta di “senso di appartenenza” da parte dell’utente (anche non sviluppatore), che mattone dopo mattone ha visto venir fuori dalle mani della comunità quello che adesso sembra diventato l’ambiente grafico più… figo! :)
Tra l’altro è stato abbastanza spettacolare vedere l’affiatamento del team di sviluppo, coordinato da alcune menti eccelse dell’open source mondiale, ma che si è mosso omogeneamente verso un unico obbiettivo finale…. lo stile.
Perchè, diciamolo, non c’è niente di così rivoluzionario (compiz ce lo godiamo tutti da un pezzo)... è semplicemente MOLTO BEN FATTO!
In realtà la versione 4.0.0 è ancora tutt’altro che definitiva; è evidente fin dai primi utilizzi che, per esempio, alcune funzionalità ci sono, ma sono difficili da “raggiungere”.. come le impostazoni degli effetti grafici.. e come tante altre feature che probabilmente hanno tenuto impegnati gli sviluppatori fino all’ultimo secondo prima della prefissata data di rilascio.
D’altra parte gli stessi “boss” del team hanno precisato che la primissima versione non è adatta ad un utilizzo continuativo da parte di tutti gli utenti di KDE 3.x: alcuni preferiranno non effettuare il passaggio fino al rilascio di qualcosa di definitivo (parola grossa, lo so), mentre altri cominceranno fin da subito, aiutando in questo modo il team con la segnalazione dei bug.
Per quanto mi riguarda, dopo i primi “giri di prova” ho notato che la grafica rinnovata è decisamente più gradevole della precedente. C’è una maggiore armonia tra le diverse parti dell’ambiente grafico e si vede chiaramente lo sforzo effettuato dai programmatori per coordinarsi tutti verso uno stile unico. Ed il set grafico Oxygen, il cui sviluppo è durato veramente TANTO, fa la parte di un eccezionale collante che mette d’accordo tutti e detta le linee guida dell’impostazione grafica globale.
L’introduzione di nuove applicazioni per rimpiazzarne alcune obsolete (Dolphin per Konqueror (come file manager), Okular per KPDF) non è stata una scelta a caso, ma orientata all’usabilità e allo sfruttamento delle caratteristiche delle nuove librerie QT4: il risultato è la grafica vettoriale un po’ dappertutto e un’incredibile fluidità nei movimenti! Inoltre queste librerie rendono le applicazioni portabili verso i sistemi Windows e Mac (cosa che ha i suoi pro e i suoi contro, ma in ogni caso rappresenta un bel ceffone ai sistemi proprietari).
L’ambiente grafico Plasma (che contiene tutto ciò che prima era affidato a kdesktop, kwin e kicker) è basato su idee veramente innovative. Grazie ai “plasmoidi” è possibile popolare il desktop con elementi grafici di utilità varia (dalle semplici icone ad applicazioni in stile “SuperKaramba”), tutti ridimensionabili e ruotabili(!!) a piacimento.
L’aspetto del browser web Konqueror è infinitamente migliore di quello di Firefox, ma ovviamente non supporta tutte le estensioni di cui ormai non posso fare a meno.
La scelta del nuovo menu Kickoff al posto di Kmenu mi sembra più una scelta in favore della diversità... appunto per segnare maggiormente quel distacco con “tutti gli altri window manager”. Tutta questa è una soluzione temporanea, in quanto il team di KDE sta sviluppando un menù di nuova concezione, Raptor, che promette bene già dai primi screenshot.
Personalmente attendo, più di ogni altra applicazione, il nuovo Amarok! :) Credo che finora abbia rappresentato la vera killer-application di Linux e KDE… ma adesso che sarà possibile farlo girare anche sotto Windows, cosa succederà?
Questo come tanti altri interrogativi (a quando un player video?) sono rimasti in sospeso, in attesa (forse) della versione 4.1.
Nel frattempo, non resta che farsi un giretto in questa nuova stable release!
I pacchetti che ho installato sulla mia Kubuntu Gutsy Gibbon permettono di mantenere anche la vecchia installazione di KDE 3.5… in questo modo si può switchare da un DE all’altro a seconda delle esigenze.
Basta inserire questa riga a /etc/apt/sources.list
deb http://ppa.launchpad.net/kubuntu-members-kde4/ubuntu gutsy main
dare un bel
sudo apt-get update
e poi
sudo apt-get install kde4-core
Al successivo login, dal menù della scelta della sessione, potrete scegliere se utilizzare KDE 3 o 4! ;)
Nello stesso repository troverete anche tanti altri pacchetti con il suffisso “-kde4”... scegliete pure quelli che vi servono :)
Oggi in ufficio ho avuto il piacere di avere a che fare con questo signore…
il suo nome è…
Samsung Q1 Ultra
... e subito ho notato il primo difetto: non è impermeabile, quindi ho dovuto stare attento a dove sbavavo! Eheheh scherzo!! :P
Processore: Intel A110 a 800 MHz RAM: 1 GB DDR2 667MHz Hard disk: 60 GB 4200rpm Peso: 0,69 Kg Scheda grafica: Intel Graphic Media Accelerator 945, 128Mb condivisa Schermo: LCD 7” WSVGA 1024 x 600 Connettività: LAN 10/100, WiFi 802.11a/b/g, Bluetooth 2.0 Dimensioni: 227.5×23.9×123.9 mm
Il prezzo è circa 950 €.
Ha le dimensioni di una PSP, ma ai lati troviamo una tastiera QWERTY ed un dispositivo di puntamento simil-joystick (ma si usa poco, perchè il gioioellino è TOUCHSCREEN!)... 2 porte USB, l’uscita VGA e anche 2 webcam, una frontale e una posteriore. In dotazione c’è anche una tastierina USB delle dimensioni di quella di un normale laptop.
Ci gira un Windows XP Tablet PC Edition, su cui ho installato la Java Virtual Machine per eseguire un programma sviluppato da me, che si interfaccia con la porta seriale per comunicare con un terminale satellitare.
Faccio partire il mio installer e poi mi rendo conto che non ho una porta seriale a disposizione :P Poco male, perchè tra la mega dotazione aziendale abbiamo un bellissimo… adattatore seriale-USB!
Pensavo “chissà che casini dovrò passare per farglielo riconoscere!”, invece lo pluggo e lo riconosce automaticamente, aggiungendo una porta COM alle risorse disponibili! :D Per cui il mio programmino ha potuto farsi un allegro giretto di prova nella sua nuova casa… ma era destinato a durare poco, perchè mi sono detto “già, ma che senso ha comprare il PC ultraportatile, se poi lo devo tenere attaccato al cavo USB?”. Giusto?
Bene, era arrivato il momento di utilizzare un altro accessorio fighissimo proveniente dal nostro magazzino delle meraviglie… ... vi presento l’ adattatore seriale-Bluetooth! :D
Ho flashato la ROM per impostargli i parametri di connessione e da quel momento è diventato indipendente… l’ho attaccato al terminale satellitare e il Q1 ha rilevato una nuova periferica nelle vicinanze: un paio di click su avanti… avanti… avanti… e mi è spuntata un’altra porta seriale!
Ho potuto testare che il programma comunica correttamente fino ad una distanza di 10 metri :)
Ho l’impressione che faremo un figurone alla prossima demo :P
I tizi che hanno inventato i computer sono sicuramente molto intelligenti, nessuno potrebbe dire il contrario. E lo saranno anche i programmatori dei sistemi operativi, no?
Bene, allora qualcuno mi spiega il motivo per cui questi simpaticissimi burloni hanno pensato di far smettere di girare il mondo esattamente il 19 aprile del 2038 (alle 3:14:07 UTC)? o.O
Il fatto è che le date vengono rappresentate, con il sistema POSIX, tramite un signed int a 32 bit, che indica il numero di secondi passati dal 1° gennaio 1970. La prima cosa che viene da pensare ad un programmatore è “uhm, quanti secondi ci stanno in 31 bit?”... e invece no! “Chissenefrega, ce ne stanno tantissimi!” Sì, talmente tanti che arrivati all’ora X il bit più significativo diventa 1, il numero diventa negativo, e la data si sposta automaticamente al 19 Gennaio 1901! O.O Immaginate il disastro!
Le spiegazioni sono 2:
1) avevano ragione i Maya (c’erano droghe potenti a quei tempi), quindi NON ci sarà un 2038, perchè secondo il loro calendario l’Età dell’Oro (cioè la nostra epoca) finirà il 21 dicembre del 2012 a causa di terribili catastrofi… ed evidentemente loro, i programmatori, sapevano tutto! (che sarebbe anche la trama dell’ultimissima puntata di X-Files, se qualcuno si ricorda :P)
oppure
2) aveva ragione John Titor, un enigmatico personaggio apparso su Internet nel 2000, dicendo di essere un soldato inviato indietro nel tempo dagli scienziati del 2036 per recuperare un vecchio IBM 5100, che sarebbe l’unica macchina capace di risolvere il bug che sconvolgerebbe il mondo (qui c’è tutta la storia).
Ehm.. tra le due mi sembra più simpatica la seconda! Vai John, io credo in te!!! ;)
Tornando seri, mi sembra che ci sia qualcosa di DECISAMENTE mooolto strano. Voglio dire… stiamo parlando di gente abituata a risolvere problemi ben più cervellotici di una dichiarazione di variabile ed un prevedibilissimo overflow! Bohhh!
E adesso? Che si fa?
Qualcuno potrebbe dire “facile, cambiamo tutte le date e facciamole diventare a 64 bit!”. Tutte?!? Beh, non solo si dovrebbero cambiare tutti i sistemi operativi e tutti i programmi, ma anche tutti i file e tutti i filesystem del mondo! Ops, mi sa che è difficilotto! :P
“ok, allora recuperiamo 1 bit e dichiariamo le date come unsigned int, così siamo a posto fino al 2106 e poi se la sbrigano i nostri nipoti… prrr!”. Eh no! Si dovrebbe comunque riscrivere e ricompilare praticamente tutto, perchè non funzionerebbero più le differenze tra date!
E’ vero che adesso ci sono i sistemi a 64 bit, ma è anche vero che i chip a 32 bit vengono sfornati ancora in quantità enorme e non vogliono proprio saperne di sparire dalla circolazione, non solo in ambito personal computer… ad esempio ci sono i dispositivi embedded che ne fanno largo uso e oltretutto non sono aggiornabili!
Siamo sicuri che entro il 2038 ogni singolo chip presente sulla faccia della terra sarà sostituito? :S
Io direi di cominciare a fare una bella scorta di carta e penneeeeeeeee! :lol:
PS: ok, non volevo essere allarmistico… probabilmente non succederà niente… ma ste cose mi fanno viaggiare troppo con l’immaginazione! :P
Le Iene hanno intervistato Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net) in merito all’uscita del nuovo sistema operativo Microsoft Windows Vista.
Paolo Attivissimo è un giornalista informatico da sempre conosciuto come il “cacciatore di bufale” della rete, che con metodo scientifico e semplicità disarmante riesce a smascherare tutte le magagne di cui Internet è piena (e che spesso vengono a bussare alla nostra casella e-mail). Per quanto mi riguarda è una delle voci più autorevoli del web italiano! :)
Attivissimo spiega con molta chiarezza che ormai c’è molta scelta nel campo dell’informatica, per quanto riguarda i sistemi operativi: si può scegliere qualcosa di funzionante e semplice, come MacOSX, oppure di funzionante e “da smanettone” come Linux… entrambi già dotati da tempo delle funzionalità che Microsoft sta spacciando come “rivoluzionarie” con il suo Vista, che tra l’altro è di una INSICUREZZA assurda!!
Parlavamo di sicurezza? OK, allora non posso tralasciare una chicca riguardante Vista.
Sapete come funziona il sistema di installazione delle applicazioni su Vista? Sembra che ad averlo programmato sia stato un bambino di 5 anni (senza offesa per i bambini di 5 anni): se il nome del file contiene una sottostringa tipo “install” o “setup” o cose del genere, quella è un’installazione.
Qualunque installazione.. e ripeto QUALUNQUE… ha bisogno dei privilegi di amministratore; per cui se scarico un giochino e lo voglio installare nella mia directory personale, da utente normale, non posso farlo… spunterà una finestra di conferma e sarà necessario dare al setup i permessi di amministrazione per andare avanti!! Poi questo fantomatico “setup”, che ricordo è un setup solo perchè lo dice il nome del file, è sicuramente un programma con buone intenzioni… quindi il fatto che abbia il permesso di modificare la configurazione del sistema, installare moduli nel kernel o inviare quello che vuole su internet non ci deve preoccupare. Quale furfantone sfrutterebbe mai una cosa del genere per eseguire qualcosa di maligno? Naaaaaaa, la gente è buona!
Per maggiori informazioni:
http://theinvisiblethings.blogspot.com/2007/02/running-vista-every-day.html
http://theinvisiblethings.blogspot.com/2007/02/vista-security-model-big-joke.html
Nel Dicembre 2006 è stato raggiunto l’accordo tra i ministeri italiani delle comunicazioni e della difesa al fine di liberare una porzione di frequenze radio (3,4 GHz – 3,6 GHz), finora utilizzate dai radar, per far posto nell’etere allo scambio dati delle reti Wi-MAX.
Il Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia per la comunicazione senza fili (wireless) a banda larga, che formalmente si identifica con lo standard internazionale IEEE 802.16.
La novità, rispetto alle normali connessioni Wi-Fi, sta nel fatto che una sola stazione d’accesso potrebbe diffondere il segnale in un raggio di 50 km, per una larghezza di banda complessiva di 70 Mbit/s.... NON MALE!!
Il problema è che il governo potrebbe decidere presto di mettere all’asta queste frequenze, tramite aste pubbliche simili a quelle già effettuate per l’UMTS. La conseguenza di ciò sarebbe inevitabilmente una lievitazione dei costi per le aziende che vorranno comprare le frequenze, con il successivo ricarico sul consumatore… che praticamente andrebbe a finanziare lo Stato a caro prezzo.
Inoltre solo i grandi operatori potrebbero permettersi di partecipare alle aste, spazzando via la possibilità della nascita di piccoli provider e creando di fatto una situazione di trust.
La possibilità di liberalizzare la trasmissione sulle frequenze Wi-MAX c’è… e c’è una proposta concreta per far sì che questa tecnologia diventi un punto di accesso alla rete a costo “popolare”. La condizione necessaria e sufficiente è che non si arrivi all’asta pubblica per le frequenze!
Per questo motivo ci deve essere un impegno da parte di tutti gli interessati a diffondere queste notizie e a far conoscere l’attuale situazione ai futuri destinatari di questa tecnologia, cioè tutti (si spera)!!
E’ in atto una forma di protesta abbastanza civile e di sicuro effetto, che è il Google bombing organizzato da partito-pirata.it… consiste nello spargere per la rete il link ad una pagina che spiega questa situazione, in modo che chiunque cercherà su Google informazioni sul Wi-MAX si ritroverà questo link nella prima pagina dei risultati.
Io aderisco di buon grado e consiglio a tutti di leggere la pagina e partecipare all’iniziativa. :)
C’è aria di nuovo in casa Microsoft… un nuovo FALLIMENTO!!!!
Cari picciotti, mi sono guardato bene dall’esprimere giudizi a priori senza prima essermi fatto un’idea precisa di come stanno le cose… ma oggi, un mese (meno 3 giorni) dopo l’uscita della versione inglese (!!!), è stata rilasciata la versione italiana di Internet Explorer 7.
Le aspettative erano tante… la compatibilità con le PNG trasparenti, un miglior supporto per lo standard CSS2, eccetera… quindi era praticamente obbligatorio che lo provassi, anche perchè gli unici due siti degni di nota che ho fatto (questo ed infopa.net) non vanno molto d’accordo con IE6.
Dopo aver scaricato l’installer lo lancio e, dopo la copia dei file, mi viene chiesto di controllare gli aggiornamenti su Windows Update… controllo fallito, bisognerà farlo manualmente. Boh!
Consapevole dei rischi che si corrono lasciando nel PC un qualsiasi Internet Explorer senza aggiornamenti di sicurezza, riavvio e lancio Windows Update. SI PIANTA IL COMPUTER PER ALMENO 10 MINUTI! Ma che requisiti minimi ha questo browser?? Un Pentium 10?!?
Finiti gli aggiornamenti, finalmente posso testare la visualizzazione dei miei siti preferiti.
INFOPA.net si vede quasi decentemente. Qualche immagine fuori posto ma il miglioramento è evidente, visto che IE6 crashava inesorabilmente all’apertura della pagina!
Andiamo al mio sito…
Mozilla Firefox 2
Internet Explorer 6
.
.
.
Internet Explorer 7
Bill… cari dipendenti della Microsoft Corporation… datelo a me lo stipendio da programmatore MS, vi assicuro che mi impegno ed esce fuori qualcosa di decente.
Ma porca miseria… è mai possibile che si siano preoccupati solo dell’interfaccia grafica e delle iconcine sbrilluccicanti? IL RENDERING DELLA PAGINA E’ PEGGIORATOOOOOOO!
Avevo speso ore e ore della mia vita per cercare di rendere compatibile il codice del mio sito anche con IE6… e adesso mi fanno sballare tutto??
Dopo 5 anni dall’ultima release, è del 19 ottobre la notizia dell’uscita di Internet Explorer 7 in inglese. La versione italiana, dopo una settimana, non è ancora pronta.
Nella notte del 23 ottobre, invece è stata rilasciata la versione finale di Mozilla Firefox 2.0, in tutte le localizzazioni e con decine di estensioni già pronte e aggiornate, grazie all’ottima fase preventiva di beta/RC pubblica e, ovviamente, alla comunità che sta alle spalle del browser opensource.
E’ questa l’opportunità per Microsoft di riportare il suo browser a livelli di compatibilità quanto meno accettabili con gli standard internazionali e con i gusti degli utenti (leggi tabbed browsing). Fino a questo momento Firefox ha guadagnato una buona quota di mercato proprio perchè IE6 non era per niente all’altezza di essere il browser di default installato in tutti i desktop del mondo. Implementazioni anche abbastanza semplici, come il supporto per le immagini PNG con trasparenza, hanno tardato molto ad arrivare… ragion per cui la casa di Redmond è stata più volte multata dalla commissione di vigilanza anti-trust, in quanto obbligava i webdesigner ad un lavoro doppio ed, in ogni caso, all’utilizzo incondizionato di Internet Explorer per una progettazione dei siti web che potesse soddisfare tutti gli utenti.
A quanto pare hanno imparato la lezione: le feature principali introdotte nella nuova versione di IE sono la compatibilità con le suddette immagini PNG e con lo standard CSS2 e CSS2.1, che comporta tra l’altro l’abilitazione del modificatore :hover per tutti gli elementi della pagina e l’implementazione del position:fixed e di min/max width/height.
Di sicuro ci saranno meno difficoltà per i web-designer di tutto il mondo :)
La Mozilla Foundation, invece, aveva ben poco da recuperare… il suo scopo è stato semplicemente quello di mantenere le stesse linee guida che hanno contraddistinto il suo lavoro fino a questo momento. Inizialmente hanno chiesto consigli e poi hanno soddisfatto le richieste della community, che si rivela ancora una volta un interlocutore decisamente importante per gli sviluppatori.
Avendo testato Firefox 2.0 sin dalla sua prima beta pubblica, posso dire sinceramente che i cambiamenti sono pochini, ma il più interessante di questi è il supporto per l’apertura nel browser dei feed RSS: il formato del file viene riconosciuto e non viene visualizzato il codice XML, ma una pagina ben formattata con le varie voci linkate.
Un altro miglioramento è il ripristino della sessione persa: nessuno è infallibile e può capitare di incappare in qualche bug… Firefox si riavvia automaticamente dopo il crash e ripristina l’ultima sessione di navigazione, con tutti i tab aperti e addirittura i form compilati!
Entrambi i browser implementano un sistema anti-phishing ed un blocco popup, quale sia il più efficiente non è ancora chiaro. Fatto sta che alcuni popup sfuggono a tutti i sistemi di filtraggio, per esempio quelli di LinuxPackages.
Io scelgo Firefox perchè, che io stia usando Windows o Linux, posso abituarmi a navigare nello stesso modo e con le stesse comodità! ;)
La legge sulla privacy (art. 15) obbliga a mantenere sempre aggiornati i computer che contengono dati personali di terzi.
Ne consegue che un’azienda che svolge la sua contabilità su un PC con Windows 95, pur perfettamente funzionante, commette una violazione della suddetta legge perchè Microsoft ha deciso già da tempo di non rilasciare più aggiornamenti di sicurezza per questa versione del suo sistema operativo (più recentemente è terminato anche il supporto per Win 98/Me).
La stessa cosa succederà con Windows XP e ovviamente con il prossimo Windows Vista, è solo questione di tempo.
Bisognerebbe mettere in conto anche questo, quando si è incerti se passare o no al software libero! ;)
C’era da aspettarselo. Come con le protezioni della Playstation o di qualsiasi giocattolino commerciale del nuovo millennio, anche il Digital Rights Management è crollato a colpi di reverse engineering.
La bestia nera di Microsoft si chiama FairUse4WM e la casa di Redmond ha iniziato una vera e propria guerra santa per eliminare questo programmino dalla rete.
E’ fin troppo semplice: basta scaricare il programmino, “addestrarlo” dandogli in pasto un file protetto da DRM salvato sulla propria macchina… e da quel momento sarà capace di rimuovere la protezione da qualsiasi file multimediale!
Stanno arrivando avvisi via e-mail ai gestori dei siti che permettono il download del tool, da parte di fantomatici “investigatori anti-pirateria” assoldati da zio Bill: intimano al possessore del dominio di rimuovere il materiale illegale dal proprio sito. ILLEGALE?!?
Eh sssì, sono tutte minchiate! Non c’è proprio niente di illegale… almeno fuori dagli Stati Uniti!
Infatti l’unica legge che potrebbe ostacolare la diffusione di FairUse4WM è il DMCA (Digital Millenium Copyright Act), che è valido solo negli USA e rende illegale ogni sistema capace di aggirare le protezioni dalla copia.
Personalmente sono contrario al DRM, ma anche all’utilizzo di qualsiasi risorsa si possa collegare ad esso. Non mi interessa rimuovere la protezione dai file multimediali, proprio perchè questi file multimediali non saranno mai presenti sul mio computer… a parte che sotto Linux non gireranno mai, ma Internet è grande e sono sicuro di trovare sempre quello che mi interessa anche senza visitare i siti schiavi della Microsoft.
Il concetto è un altro: come farà Bill Gates ad estendere il suo monopolio sulle zone non protette dal DMCA?
La comunità anti-TCPA/DRM sembra molto + potente dei “potenti”! :D
Attualmente FairUse4WM è distribuito qui:
http://forum.doom9.org/showthread.php?t=114916
... ma non so quanto resterà online quel forum!
Che flash pauroso!! Chi non si è mai accorto che praticamente ad ogni angolo di strada c’è una rete wireless sprotetta alla quale agganciarsi ed uscire in Internet?
Bene… la soluzione per il proprietario della rete sarebbe semplicemente di abilitare l’encryption nel router… e la rete risulterebbe protetta. Ma sarebbe troppo noioso, no? :P
Un tizio ha pensato di divertirsi alle spalle degli aspiranti “pirati dell’etere”, mettendo comunque a disposizione la rete… ma “modificando” lievemente il risultato della navigazione!! :D Siti inaspettati e immagini rivoltate o sfocate!!! Uahahahha!
La cosa che mi lascia stupito non è tanto l’utilità dell’idea, ma la diabolica genialità della trovata… bisogna avere quelche trauma infantile per ponderare qualcosa di simile.
Beccatevi il link! http://www.ex-parrot.com/~pete/upside-down-ternet.html
Cosa è il Wardriving? E un’attività che consiste nell’intercettare reti Wifi aperte (e non) girando per la città con il computer portatile.
E’ illegale farlo? Sì.
E’ illegale parlarne? No.
Parlando chiaramente e costruttivamente delle debolezze dei sistemi, si obbliga chi di competenza a trovare soluzioni migliori per aumentare la sicurezza delle reti.
Ma tornando a noi… dovete sapere che la città è piena all’inverosimile di hotspots non protetti (access point, router, terminali) che non aspettano altro che offrire un po’ di connettività gratuita a chi sa come sfruttarli :)
Di solito un buon amministratore di rete dovrebbe quanto meno criptare le comunicazioni via etere con una chiave di cifratura almeno a 128 bit (WEP). In realtà anche questa protezione è aggirabile, ma non troppo facilmente. Beh… in ogni caso nessuno lo fa! :)
Gli strumenti giusti per praticare questo sport sono un laptop con una buona autonomia, una scheda wifi, un sistema operativo serio (Linux) e qualche programmino indispensabile, come kismet e aircrack.
kismet ha una simpaticissima interfaccia che permette di visualizzare un grafico dei dati captati in funzione del tempo… quindi basta viaggiare in macchina a bassa velocità (con il traffico di Palermo non è poi così difficile) e fermarsi quando il grafico visualizza un picco di dati (e contemporaneamente il programma emette un suono alquanto soave)... sarà stata rilevata una rete in attesa di una nostra graditisissima visita!! :)
Un colpo di iwconfig… un’aggiustatina con ifconfig… impostiamo il gateway giusto… e abbiamo un altro pallino da aggiungere alla nostra mappa personale degli hotspot! :D
Tutti gli esperimenti descritti sono stati effettuati sulla rete wireless personale. Non mi sono addentrato nei particolari, onde evitare di istigare possibili atti di lameraggine. Per informazioni… sono sempre disponibile ai soliti indirizzi ;)