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bruno @ 06/09/2008 18:33 - No comments yet

Ero indeciso se scrivere questo articolo o abbandonarmi all’idea che non ci sia più niente da fare. Anzi, che non ci sia mai stato niente da fare.
Ma alla fine eccomi qua, davanti alla tastiera e a questa deliziosa pagina bianca, da riempire con qualcosa che, per avere un senso, dovrebbe dire qualcosa di nuovo sulla faccenda dei posteggiatori abusivi a Palermo.

Posteggiatori abusiviMercoledì 3 settembre è stato giorno dell’annuale, palermitanissima, “acchianata” su Monte Pellegrino; la prima per me, anche se ero lì in qualità di semplice osservatore.
Sapevo, già prima di scendere da casa, che avrei avuto qualche problema a fruire dei parcheggi, seppur liberi dalle odiose strisce blu, che si trovano in zona Fiera del Mediterraneo. Era normale che l’area sarebbe stata presidiata (per non dire infestata) da quelli che negli ultimi mesi sono stati i miei antagonisti. Miei e di qualcun altro 1 2, sia chiaro… non sono pazzo.

Avendoci pensato per tempo, avevo preso la ferma decisione di chiamare il 112 qualora avessi avuto qualche problema con il posteggiatore di turno, che non avevo la benchè minima intenzione di finanziare.

Detto fatto: c’erano molti posti liberi alla fine di via Thaon De Revel, praticamente davanti all’inizio del percorso verso il santuario di Santa Rosalia. Ma in realtà non erano affatto liberi, perchè dopo aver effettuato la manovra di parcheggio ed essere uscito dalla macchina, due malacarne mi si presentano davanti, senza proferir parola, come se fosse nella natura delle cose che quello fosse il loro territorio.
Il fatto che non fossi solo, ma in dolce compagnia, ha reso la tensione ancora più pesante, soprattutto perchè devo puntualmente combattere contro chi sostiene che sia meglio pagare e stare zitti, seppur dicendolo per il mio bene.
Un attimo di imbarazzo, dovuto al fatto che Tiziana aveva già uscito il borsellino, ma avendo le idee ben chiare già da diverse ore ho preferito riprendere la macchina e andarla a lasciare molto più avanti.
Tanto dovevamo salire su Monte Pellegrino… 5 minuti di strada pianeggiante non potevano farci paura.

Parte la chiamata al 112:

[ squilla squilla squilla squilla squilla… tu-tu-tu-tu-tu! ]

Non risponde! O.O

WOW! Oltre le più rosee aspettative! :) e se intanto mi stavano tagliando la gola?!
Vabè… riproviamo…

[ squilla squilla squilla.. risponde! ]

“112, buonasera”

“Buonasera, potrei segnalare un posteggiatore abusivo?”

“Certo, mi dica”

“Mi trovo in via Thaon De Revel e ho avuto a che fare con due persone che pretendono dei soldi per guardare la macchina, anche se è una zona di parcheggio libero”

“Un attimo che la passo al collega di zona…”

[ squilla squilla squilla squilla squilla ]

“112, mi dica”

“Buonasera, vorrei segnalare un posteggiatore abusivo in via Thaon De Revel. Potete intervenire al più presto?”

“Intervenire? Lei vuole denunciare questa persona?”

“Io le sto soltanto dicendo che c’è una persona che viola la legge. Per far intervenire una volante c’è bisogno di una denuncia in carta bollata?”

“Ma che questa persona viola la legge me lo sta dicendo lei. Per intervenire ci vuole una denuncia.”

“Guardi, mi sa tanto di ostruzionismo. Non posso pensare che sia indispensabile questa procedura macchinosa per fermare un posteggiatore abusivo”

“Ok, ho capito. Mi descriva questa persona.”

Lo descrivo.

“Va bene. Buonasera.”

Ovviamente non c’è stato nessun intervento.

Eppure la stampa locale ha dato molto risalto alle ultime operazioni anti-posteggiatori effettuate dalla polizia tra Palermo e Mondello: le notizie sono del l’8 luglio e il 9 agosto 2008.

E’ evidente la discrepanza con quanto sperimentato personalmente.

Inoltre, sul sito web della Polizia Municipale di Palermo c’è una lista di domande frequenti che include appunto un domanda/risposta sulla questione:

Un posteggiatore abusivo mi chiede dei soldi per sorvegliare la mia autovettura. Come e quando posso rivolgermi alla Polizia Municipale?
L’articolo 7 al comma 15-bis prevede che se il fatto non costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 652 a Euro 2.620. Se nell’attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite, secondo le norme del capo I, sezione II del titolo VI. Pertanto in questi casi bisogna chiamare l’intervento da parte di agenti della Polizia Municipale che provvederanno alla bisogna.

Non resisto, devo chiamare il comando della Polizia Municipale… ADESSO! 091 6954111

[...]

Fatto.

Ho parlato con una persona gentilissima, che mi ha spiegato un po’ come stanno le cose.

Nel caso in cui l’estorsione si verifichi in una zona frequentata spesso in cui la presenza del posteggiatore è costante (ad esempio la zona dell’Università in via Archirafi… lì sono proprio degli sciacalli!), la soluzione più efficace è quella dell’esposto ufficiale, firmato da quante più persone abbiano riscontrato il problema, in modo da poter organizzare delle pattuglie e degli appostamenti al fine di beccare il posteggiatore nell’esatto momento dell’estorsione.

La chiamata sul posto può anche non andare a buon fine nel caso in cui non ci siano pattuglie disponibili; probabilmente l’ostruzionismo riscontrato mercoledì sera era dovuto a questa mancanza.
Non è da escludere, però, che alla chiamata sul posto possa rispondere rapidamente una pattuglia che si trova già in zona.
In questo caso, la preoccupazione principale della persona con cui ho parlato è stata quella della mia incolumità fisica, nel momento della segnalazione.

A questo punto il problema più grosso che mi viene in mente è che servirebbe un gruppo ORGANIZZATO di persone che si muova grazie ai mezzi sopra descritti: lettere al comando della Polizia Municipale e chiamate di massa nel momento dell’estorsione (NON al 112… ma allo 091 6954111!).

Non è impossibile. Ci rifletterò in questi giorni… si potrebbe riuscire ad organizzare qualcosa.

PS: cross-postato su Palermo.Blogolandia.it. Grazie, Walter! :)


bruno @ 15/06/2008 15:06 - 3 comments
da Wikipedia:
Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e sul consumo.

petrol costÈ un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi. In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (precedentemente limitati solo agli oli minerali derivati dal petrolio), all’energia elettrica, gli alcolici e ai tabacchi.

[...]

Nel territorio italiano, sull’acquisto dei carburanti gravano un insieme di accise, istituite nel corso degli anni allo scopo di finanziare diverse emergenze. Alcune di esse, però, risultano talmente anacronistiche (la meno recente prevede tuttora il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935) da suscitare non poche polemiche a riguardo.

L’elenco completo comprende le seguenti accise:

  • 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
  • 14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
La somma di tali accise evidenzia, pertanto, una tassazione di 485,90 lire (ossia 25 centesimi di euro) per ogni litro di carburante acquistato.

Significa che, senza queste estorsioni legalizzate, al momento la benzina costerebbe circa 1,25 euro al litro!

Sarebbe già meglio, no?


bruno @ 08/06/2008 13:50 - No comments yet

Ho firmato lasciando questo commento:

Vorrei non dovermi vergognare di invitare i miei amici “nordici” a Palermo!


bruno @ 05/06/2008 15:45 - No comments yet

La situazione è diventata insostenibile… ed è più che mai necessario parlarne.
Perchè ho come l’impressione che si tenda a insabbiare la questione in una sorta di “abitudine ai disservizi”, una goccia in un oceano di cattiva amministrazione pubblica, che pian piano logora i palermitani.

Sto parlando del fatto che ogni santo giorno, nell’orario di punta mattutino in cui tutti si recano al proprio luogo di lavoro, i cosiddetti LSU ( lavoratori socialmente utili(?) ), con tanto di tutina arancione e faccia da personcine a modo, si sentono in diritto di tempestare la principale arteria a scorrimento veloce di Palermo, v.le Regione Siciliana, con file di birilli lunghe centinaia di metri, che impediscono l’utilizzo di mezza carreggiata da parte degli automobilisti… che arriveranno (come al solito, vista la cadenza dei “lavori”) in ufficio in ritardo di almeno mezz’ora.
A giudicare dagli interminabili minuti che ho potuto passare ad osservarli, il loro compito dovrebbe essere quello di parlottare, potare le piante, chiacchierare, spazzare il bordo della strada, prendersi il caffè, babbìare… e poi si ricomincia dall’inizio.
Dovreste vedere come lavorano con immensa tranquillità e gustandosi a pieno ogni movimento… lentameeeeente… sennò finisce subito! :)

Io capisco che le piantine che crescono sullo spartitraffico sono bellissime e coloratissime, ma quella è una strada a scorrimento veloce... NON L’ORTO BOTANICO!!!

Questa mattina ho beccato 3 (tre) interruzioni… un traffico che nemmeno il contro-esodo di Ferragosto… ho impiegato UN’ORA E MEZZA per arrivare a lavoro, invece dei soliti 40 minuti (che per fare 50 km sarebbero anche accettabili). E’ ovvio che oggi, come anche negli ultimi giorni, sono arrivato a sedermi davanti al computer con i nervi a fior di pelle!

Vorrei capire chi è quel genio che ha autorizzato questi lavori giornalieri, e soprattutto in quell’orario così poco indicato per bloccare il traffico! Si faccia avanti il responsabile e indichi le motivazioni che hanno portato a questa scelta, piuttosto che a far svolgere queste operazioni di pulizia soltanto nelle ore notturne, come sarebbe giusto e come si fa nel resto del mondo civilizzato.

Non è che ai “lavoratori socialmente utili” c’abbutta n’anticchia a lavorare dopo le 17:00? O.o Poverini!

Diego ridens...
... smettila di ridere e fai qualcosa!

Non si può… non si può pensare che una città serva soltanto a far soldi e a “tirare avanti”... bisogna anche viverci dentro… in tanti!

L’espressione “qualità della vita” dovrebbe essere un diritto innegabile anche qui al Sud :’-(


bruno @ 14/05/2008 10:34 - 4 comments

Questa ve la devo raccontare! :)

Ieri, tornando a casa da lavoro, sento mia madre che parla in modo abbastanza “acceso” al telefono: “E sarei io a non aver capito niente? Ma si rende conto di quello che dice? Ah, ecco.. le passo mio figlio!”
Ahi ahi ahi! Che sarà mai? Mi passa la cornetta dicendo a bassa voce ”... Tele2!

Era capitato recentemente di ricevere un paio di telefonate che proponevano i servizi di questo operatore telefonico, ma una conversazione come quella che vi sto per descrivere non l’avevo mai neanche immaginata!! E, in tutta sincerità, spero che non mi capiti più… lo spero per loro, ovviamente.

Tizia con accento sardo: “Buongiorno, sono [inserisci nome di fantasia] di Tele2. La chiamo per informarla che siamo stati incaricati di eliminare tutte le tasse dalla sua bolletta telefonica. Grazie alle nuove leggi, Telecom Italia non è più monopolista per quanto riguarda le linee telefoniche, quindi noi adesso abbiamo l’esclusiva per proporle un nuovo contratto, che le invierò entro pochi giorni e lei dovrà rimandare indietro firmato, poichè da Giugno Telecom Italia non sarà più il suo operatore telefonico.”

Io: “No, guardi… mi trovo bene con Telecom, anche pagando un po’ di più, ma almeno è un’azienda di cui posso fidarmi. Al contrario di Tele2, che per convincermi deve raccontare certe assurdità.”

Tele2: “Ma io non la devo convincere! La volevo solo informare che tra un po’ Telecom non le fornirà più i servizi, perchè la legge [bla bla bla bla…] e quindi le sto comunicando la nostra nuova tariffa che al prezzo di [inserisci cifra non troppo bassa] le offre [inserisci servizi scadenti]. Lei deve soltanto firmare [bla bla bla..]”

Io: “Uhm… capito… saranno tutte cose bellissime, ma soltanto se dall’altra parte lei trovasse una persona consenziente! Si rende conto che sta perdendo il suo tempo? Se chiudiamo qua, magari può chiamare qualcun altro che la sta a sentire.”

Tele2: “Lei non capisce che, quando Telecom fallirà, lei si ritroverà senza un contratto telefonico!”

[A questo punto la discussione stava assumendo tratti grotteschi… meglio sdrammatizzare!]

Io: “Caspita! Mamma, Telecom fallirà! Aiuto! Come faremo senza il contratto telefonico di Tele2?!”

Mamma: ”... telefonini?”

Io: “Ah già… signorina, ci sono i cellulari!”

Tele2: “Ho capito, buonasera! TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU…”

Il problema è che mia madre stava cercando di chiudere la telefonata già da 10 minuti! Questi puntano a sfinire la gente, che alla fine accetterà “per KO tecnico”!

Tele2 truffa
Vergogna!

Il mio pensiero va a tutte quelle persone che purtroppo abboccheranno a quelle cazzate. Una legge della pubblicità afferma che, per grandi numeri, il 6% delle persone raggiunte da un’offerta pubblicitaria, accetta le condizioni offerte.

Capisco che non era Tele2 a parlare, ma qualcuno di un call-center (sardo) che, appunto, è (anzi, sarà) pagato per far firmare + contratti possibile.
Posso capire anche la disperazione della tizia che sarà stata assunta con un classico contratto a progetto “a provvigioni”... e magari quel giorno aveva anche + fame del solito! Non lo so… ma mi meraviglio di quanto in basso si possa cadere per guadagnare pochi euro! O.O

Mi rivolgo a tutti quelli che leggeranno questo post: magari voi non cadreste mai in questi tranelli, ma avvertite le persone che vi stanno a cuore e che magari sono più suscettibili a questi inganni… gli anziani in primis.
Non contribuiamo a diffondere l’ignoranza!


bruno @ 08/03/2008 15:12 - 7 comments

Ogni giorno arrivano alla mia casella e-mail degli inviti per iscrivermi ai social network più disparati, alcuni già affermati come punto di riferimento globale e molti altri che cercano di copiare i primi.

Facebook, MySpace, Badoo, LinkedIn, Neurona, hi5... e tanti altri.

... sono il solo a non capirne il senso?

Vorrei citare un invito “tipo” (anche se questo mi ha particolarmente sconvolto):

Ciao Bruno,

Vorrei aggiungerti alla rete di amici hi5. Devi confermare che siamo amici e ciascuno di noi si impegnerà per incontrare più persone. Approva o rifiuta la mia richiesta accedendo al sito Web hi5.

Cos’è, una gara a chi spamma di + nelle caselle e-mail degli altri? A chi è + insistente? Quale strano processo mentale dovrebbe farmi capire che l’iscrizione a questo sito è assolutamente da non perdere?

Ma soprattutto… PERCHE’?

Ovviamente non darei mai un giudizio senza aver prima provato personalmente. Infatti sono iscritto “attivamente” a Facebook e LinkedIn, mentre ho account su MySpace e Neurona che sono in letargo dal giorno dell’iscrizione.

LinkedIn è un network professionale, dove tramite una catena di amicizie puoi arrivare a conoscere gente “importante”. Inizi aggiungendo alla tua rete le persone con cui hai lavorato (quindi anche loro dovranno accettare l’invito ed iscriversi, se già non lo sono); dopo di che, le persone che conoscono i tuoi amici entrano a far parte della tua “seconda linea”, e puoi raggiungerle tramite una “raccomandazione” da parte di chi vi conosce entrambi. Ecco, già si cominciano ad usare termini non tanto piacevoli.
In ogni caso un network professionale, qualora fosse ben utilizzato, potrebbe anche avere un motivo di esistere. Voglio dargli fiducia, ma ho smesso di entrarci… metto in letargo anche questo account.

Poi entra in campo Facebook... e la mia opinione sui social network precipita improvvisamente! Non è un network tematico come LinkedIn… Facebook è il network del nulla. La gente si iscrive e mette la sua facciazza su una paginetta personale, su cui poi la gente passa e… boh! C’è chi lascia commenti, immagini, clicca sugli utilissimi widget e si diverte con le cose che hai deciso di far comparire nella pagina. E tutti ti trattano da amicone, come se vi conosceste da una vita e non potessero fare a meno di te!
Wow, entusiasmante!!! :) Ma intanto c’è gente che ormai è assuefatta… ed il network è valutato già miliardi di dollari (probabilmente sarà acquisito dal primo tra Google e Microsoft che non riterrà effimera la popolarità dei social network (spero sia MS, così almeno fallisce prima)).
In ogni caso il sospetto che sia solamente un “collettore di dati personali” è forte… fortissimo… forse per questo vale così tanto?

E se tutto ciò non esistesse? Se internet fosse utilizzato soltanto per necessità e non per “ammazzare il tempo” (dalle mie parti, il termine + appropriato è “malu chiffare”)? Se alla gente non fosse data l’illusione dell’amicizia virtuale? Se chi dovrebbe offrirti un servizio utile non puntasse tutto sull’ “effetto droga”, fregandosene di contribuire al declino dell’umanità?

Uhm… forse siamo tornati al tema del post precedente…


bruno @ 10/12/2007 22:06 - 8 comments

Ricordare quando scoppiò la bufera sul DRM, sul TCPA, sul cosiddetto “Palladium”, il chip Fritz e (soprattutto) l’adozione di queste tecnologie sui sistemi operativi proprietari?
Al giorno d’oggi Microsoft continua per la sua strada (fallimentare), Apple è tornata saggiamente sui suoi passi, ma… è tutto qui? Non direi!

Oggi ho assaporato con i miei stessi polpastrelli le limitazioni di un sistema di Trusted Computing, quello che abbiamo tutti installato sui nostri cellulari (o almeno tutti quelli con SO basati su Java). Lo sapevate?
E cosa comporta la presenza di questo “sistema di sicurezza”?
Vi racconto la mia esperienza.

Ho sviluppato un programmino in Java 2 Micro Edition (J2ME), da far girare sul mio Nokia 6280, che ha un sistema operativo Nokia Series 40 (S40).
Ho implementato molte feature, tra cui connessione TCP/IP e Bluetooth, RecordStore per registrare le impostazioni come su un normale database, parsing di feed RSS, parsing di dati GPS provenienti da un ricevitore collegato, cattura delle immagini dalla fotocamera, accesso al filesystem per importare immagini nel programma.

Cosa vengo a scoprire?? Che quando tento di utilizzare alcune funzioni, come l’accesso ai file o la connessione tramite socket, l’applicazione si blocca dicendo “You are not authorized to access the restricted API!
L’ambiente MIDP2, sotto cui girano le MIDlet, è come un recinto da cui si riesce a vedere perfettamente ciò che sta all’esterno, ma qualcosa ti blocca quando tenti di raggiungerlo.

OK, ho pensato che se hanno deciso di vietare anche soltanto la lettura dei file, ci sarà un buon motivo che riguarda ALMENO la sicurezza dell’universo!
Ma che!!!! Ho letto sul forum degli sviluppatori Nokia che, per usare quelle ed altre funzioni, è necessario COMPRARE un certificato dalle authority internazionali e “firmare” la MIDlet con questo certificato!! (in pratica, basta pagare per allargare il recinto!)
E quanto costano questi certificati, presso le varie authority?? Verisign offre un certificato con validità di 1 anno al modico prezzo di 499 dollari, mentre Thawte ci fa il favore di proporre lo stesso articolo per 299 dollari.
Dopo questa banalissima operazione, la nostra applicazione avrà finalmente accesso alle preziose funzioni riservate che ci erano state negate.

Wow! Grazie! Ma io volevo soltanto realizzare un programmino cretino e avere il piacere di farlo girare sul mio cellulare!! E’ veramente frustrante! :’-(

A questo punto aspetto con ansia gli sviluppi di Android... free, open source e, SPERO, senza problemi con i certificati!