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bruno @ 23/09/2008 18:08 - 2 comments

E’ arrivato! E’ stato soprannominato GPhone un po’ da tutti, anche se in realtà questo termine non identifica un prodotto, ma un concetto.
Google infatti, grazie al suo sistema operativo Android, ha gettato le basi per uniformare l’hardware di diversi produttori, in modo che il funzionamento sia identico in tutti i dispositivi mobili.

Il primo produttore a lanciare sul mercato un cellulare che incorpora Android è HTC, in compartecipazione con il distributore e gestore di telefonia T-Mobile.
Da questa unione nasce il primo Googlefonino, che ufficialmente si chiama HTC Dream (commercializzato come T-Mobile G1 dall’operatore): tastiera qwerty a scomparsa, ampio touch screen e fotocamera da 3.1 megapixel, connessione WiFi, legge documenti in Word, Pdf e Excel ed integra Google Maps Street View e Gmail, sincronizzandosi anche con tutti gli altri servizi Google.

Sarà nei negozi americani a partire da Ottore 2008 (da noi nei primi mesi del 2009, ma c’è sempre eBay :P) e… udite udite…

... il prezzo ha dell’incredibile, se lo paragoniamo a quello (spropositato) dell’iPhone!!

179 dollari, pari a circa 120 euro!!

Lo voglio! ˆ_ˆ


Qualche link utile:


bruno @ 20/06/2008 12:17 - 2 comments
Android

Solo qualche appunto che mi sembra utile condividere con chi, come me, per lavoro e/o per diletto, si appresta a lavorare con il nuovo sistema operativo opensource per cellulari Android ed i prossimi GPhone (si vocifera che saranno nelle nostre mani già a settembre, per merito di Samsung, e ad un prezzo da urlo (100 dollari!!)):

1) il Software Development Kit (SDK) di Android, scaricabile da qui, è segnalato come disponibile solo per architetture i386 (quindi a 32 bit), mentre funziona egregiamente anche sulle macchine a 64 bit.

2) c’è un plugin per NetBeans, chiamato Undroid, che permette l’integrazione dell’IDE con l’SDK di Android, esattamente come avviene per il WTK (Wireless ToolKit) di J2ME ed il relativo emulatore.
Sottolineo che questo è un prodotto di terze parti, anche se funziona più che bene, mentre il plugin per Eclipse è supportato ufficialmente da Google.

3) a causa di un momentaneo problema di compatibilità con l’ultima release dell’SDK (m5-rc15), bisogna apportare una piccola modifica ad ogni nuovo progetto per Android creato con NetBeans, altrimenti la compliazione non andrà a buon fine, ritornando l’errore
AndroidManifest.xml line 5: Tag missing required attribute name.
Basta aprire il file AndroidManifest.xml e modificare i seguenti tag in questo modo:
         <activity class="..." android:name="...">
            <intent-filter>
                <action android:name="..."/>
                <category android:name="..."/>
            </intent-filter>
        </activity>
(praticamente bisogna modificare gli attributi dei tag facendoli diventare tutti “android:name”)

4) se ci si trova a sviluppare dietro un proxy aziendale, è possibile avviare l’emulatore impostandone l’indirizzo (in caso contrario, non si potrebbe utilizzare il browser e le applicazioni che utilizzano la connettività di rete).
Per fare ciò, bisogna aprire le Proprietà del progetto (click destro -> Properties), andare nella scheda “Run” ed inserire nel campo “Emulator options” la stringa -http-proxy http://PROXY:PORTA (ovviamente sostituendo i relativi valori dell’URL).

Se le aspettative saranno rispettate (e le premesse ci sono tutte), l’Apple iPhone avrà presto un valido concorrente… che comunque, evidentemente, è già l’handset preferito dai programmatori. La libertà è la cosa + importante, ma Apple non l’ha mai pensata così!

Buon divertimento a tutti i programmatori smanettoni! :)


bruno @ 10/12/2007 22:06 - 8 comments

Ricordare quando scoppiò la bufera sul DRM, sul TCPA, sul cosiddetto “Palladium”, il chip Fritz e (soprattutto) l’adozione di queste tecnologie sui sistemi operativi proprietari?
Al giorno d’oggi Microsoft continua per la sua strada (fallimentare), Apple è tornata saggiamente sui suoi passi, ma… è tutto qui? Non direi!

Oggi ho assaporato con i miei stessi polpastrelli le limitazioni di un sistema di Trusted Computing, quello che abbiamo tutti installato sui nostri cellulari (o almeno tutti quelli con SO basati su Java). Lo sapevate?
E cosa comporta la presenza di questo “sistema di sicurezza”?
Vi racconto la mia esperienza.

Ho sviluppato un programmino in Java 2 Micro Edition (J2ME), da far girare sul mio Nokia 6280, che ha un sistema operativo Nokia Series 40 (S40).
Ho implementato molte feature, tra cui connessione TCP/IP e Bluetooth, RecordStore per registrare le impostazioni come su un normale database, parsing di feed RSS, parsing di dati GPS provenienti da un ricevitore collegato, cattura delle immagini dalla fotocamera, accesso al filesystem per importare immagini nel programma.

Cosa vengo a scoprire?? Che quando tento di utilizzare alcune funzioni, come l’accesso ai file o la connessione tramite socket, l’applicazione si blocca dicendo “You are not authorized to access the restricted API!
L’ambiente MIDP2, sotto cui girano le MIDlet, è come un recinto da cui si riesce a vedere perfettamente ciò che sta all’esterno, ma qualcosa ti blocca quando tenti di raggiungerlo.

OK, ho pensato che se hanno deciso di vietare anche soltanto la lettura dei file, ci sarà un buon motivo che riguarda ALMENO la sicurezza dell’universo!
Ma che!!!! Ho letto sul forum degli sviluppatori Nokia che, per usare quelle ed altre funzioni, è necessario COMPRARE un certificato dalle authority internazionali e “firmare” la MIDlet con questo certificato!! (in pratica, basta pagare per allargare il recinto!)
E quanto costano questi certificati, presso le varie authority?? Verisign offre un certificato con validità di 1 anno al modico prezzo di 499 dollari, mentre Thawte ci fa il favore di proporre lo stesso articolo per 299 dollari.
Dopo questa banalissima operazione, la nostra applicazione avrà finalmente accesso alle preziose funzioni riservate che ci erano state negate.

Wow! Grazie! Ma io volevo soltanto realizzare un programmino cretino e avere il piacere di farlo girare sul mio cellulare!! E’ veramente frustrante! :’-(

A questo punto aspetto con ansia gli sviluppi di Android... free, open source e, SPERO, senza problemi con i certificati!