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October 06, 2005 22:20 - 2 comments

Oggi è il 6 Ottobre, San Bruno. Si festeggia questo strano nome che tante gioie e tanti dolori mi ha donato, accompagnandomi per le stagioni della mia vita (questa frase mi ha fatto sentire anzianotto).
Bruno è un nome da grande… non è facile per un bambino chiamarsi Bruno! Tante volte ho detto ai miei “ma non era meglio un nome più comune?”… NO! Va bene questo! :D
Sì sì… direi che hanno scelto proprio bene! Sono praticamente unico in ogni gruppo in cui sto… non conosco nessun altro che si chiama come me… oltre al mitico Bruno Pizzul, di cui custodisco gelosamente l’autografo sul retro di un biglietto per la partita dell’Italia. :)

Eppure ci voglio credere che il nome di una persona influenzi poi tutto il suo carattere. Probabilmente se mi fossi chiamato Giuseppe non sarei stato la stessa persona! No?
Non ricordo qual’è il nome di quella pseudo-scienza che si occupa di questo discorso… la fisiognomica è quella che studia i cambiamenti del carattere in base all’aspetto fisico. Ma quella dei nomi? Boh, cercherò su Google.

Ma poi chi era sto S.Bruno? Sul calendario c’è scritto “S.Bruno abate”… ma l’abate non è il capo dell’abazìa? Un prete quindi! E che c’entro io???
Google dice che è il fondatore dell’ordine dei Certosini. Ah, i Certosini.. si dice che un lavoro è certosino quando lo si fa con pazienza e precisione. Beh, tutto sommato potrei avere qualcosina in comune con il signor santo! :P


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Rss
nick @ October 08, 2005 02:58

sui certosini ti posso dire qualcosa.. è vero che un lavoro è da certosino quando si fa con pasienza e precisione, ma.. la pasienza dei certosini, a differenza di quanto sia normale pensare, non era la calma nell’affrontare lavori difficili, era bensì l’autoflagellazione!

la vita di un monaco certosino era basata sulla preghiera, il lavoro e il silenzio. vivevano in “mono” o “bilocali” da soli o al massimo con un altro monaco, arredati con un letto, una scrivania, ed un orto dove coltivare il necessario per mangiare. in quasi tutto il periodo dell’anno non era possibile parlare con alcuna persona, anche all’interno della stessa abitazione, ed il tempo si occupava con la preghiera e l’autoflagellazione. il restante tempo era dedicato ai lavori più comuni.


e dire che nell’atrio c’è un prato enorme, tanto da poterci giocare a calcio.. :P

Bruno @ October 08, 2005 22:07

Ma tu guarda se dovevo incocciare il certosino scappato dal convento! Eheheh! :D

No no.. l’autoflagellazione non fa per me, anche se a volte metaforicamente ci vado vicino. Ma questa… è un’altra storia! :P

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