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Dopo l’acquisto del Wildfire, si è presentato il problema di riportare sul nuovo smartphone Android tutti i contatti che avevo memorizzato sul vecchio Nokia 6280… e ricreare tutte le schede a manina era proprio una soluzione improponibile!

C’è una soluzione abbastanza veloce ed indolore, un po’ diversa da quella che si trova in molti siti, forse più corretta e “tecnologica”, che consisterebbe nell’esportazione delle vCard in formato vcf e nella successiva importazione tramite la scheda SD… un procedimento troppo lungo e noioso!

Infatti la soluzione che ho sperimentato con successo consiste nell’utilizzo dei due software Nokia PC Suite e HTC Sync 3 (ovviamente sotto Windows… pazienza!).

Collegando il cellulare Nokia a Nokia PC Suite, tramite USB o Bluetooth, è possibile sincronizzare i contatti con la rubrica di uno dei programmi di posta presenti sul computer (ci sono diverse scelte, io ho utilizzato Outlook Express che è installato di default).
Per fare ciò, basta cliccare sull’icona “Sincronizza” (a lato), scegliere il programma di posta da utilizzare, selezionare gli elementi da sincronizzare (utilizzando Outlook Express sarà presente solo la Rubrica) e andare avanti con la procedura.

La funzione inversa è presente su HTC Sync, cioè collegando lo smartphone al computer è possibile effettuare la sincronizzazione dalla rubrica del PC alla lista dei contatti di Android (e di conseguenza con la rubrica di Google). Per eseguire questa operazione, è necessario abilitare la scheda “Persone” all’interno di HTC Sync, selezionare il programma di posta da utilizzare e cliccare sul pulsantone verde “Sincronizza ora”.

Tempo totale impiegato: meno di 2 minuti! :)


August 05, 2010 15:38 - 2 comments

E’ arrivato il momento anche per me di diventare un fiero possessore di un terminale Android :)
Ho aspettato che il mercato si stabilizzasse e che le prospettive future di Google fossero chiare, in modo da non dovermi pentire troppo presto del costoso sfizio, ma infine non c’è stato motivo di attendere un minuto di più per cliccare sul fatidico tasto “Invia ordine” del sito ePRICE (ottimi prezzi!).

Il risultato? Eccolo…

HTC Wildfire

ed ecco le caratteristiche più appetitose:

  • Peso 118 grammi batteria inclusa
  • Display Touch screen capacitativo con funzione pinch-to-zoom
  • Dimensione 3,2 pollici
  • Risoluzione QVGA 240 X 320
  • Piattaforma Android™ 2.1 (Éclair) con HTC Sense™
  • Processore 528 MHz
  • Memoria RAM 384 MB, ROM 512 MB espandibile con microSD™ (fino a 32 GB)
  • Batteria ricaricabile agli ioni di litio 1300 mAh
  • Autonomia di conversazione: GSM fino a 8.1 ore, UMTS fino a 7.3 ore
  • Autonomia in Standby: WCDMA fino a 690 ore, GSM fino a 480 ore
  • Internet: 3G, GPRS, EDGE, Wi-Fi (802.11 b/g)
  • Connettività Bluetooth e USB
  • Fotocamera a colori da 5 megapixel con auto focus, flash e Geotagging
  • Sensore di gravità, Bussola Digitale, Sensore di prossimità, Sensore luce ambientale
  • Antenna GPS interna

Da molti è etichettato come il fratello minore del HTC Desire, ma questa risulta essere una carta vincente… lo schermo è più piccolo ma sempre multi-touch, il dispositivo è più portatile e consuma meno batteria (anche se dipende molto da quanto lo si stressa durante la giornata).

Oltre alle squisitezze proprie di Android, quali la navigazione GPS all’interno di Google Maps, il Market stracolmo di applicazioni gratuite, la possibilità di programmarsi le proprie applicazioni (punto importantissimo per il sottoscritto!), il terminale di HTC è equipaggiato con l’interfaccia Sense, che fa diventare il tutto molto comodo e… figo! :)
Infatti l’integrazione con i social network è pressocchè totale… i contatti vengono importati da Facebook e “fusi” con quelli presenti sulla SIM, in modo da creare un aggregatore di informazioni; le foto possono essere geotaggate ed inviate a Panoramio o Flickr con un semplice click; c’è la possibilità di configurare automaticamente gli account di posta dai server di GMail, oppure utilizzando server IMAP/POP3 di terze parti; la funzione pinch-to-zoom consente di passare agevolmente da un workspace all’altro (in totale ce ne sono 7!!).
Il resto lo fa la fantasia… e le app del Market! :)

Per sfruttare al meglio il nuovo gioiellino, ci vuole una connessione “flat” a Internet… e sembra che al momento non ci sia niente di meglio dell’opzione Super Internet di Tre: 5 euro per 3 GB al mese… dal traffico generato nei primi 2 giorni, si direbbe che sono anche tanti!

Sono veramente soddisfatto dell’acquisto, anche condiderando che insieme al “telefono” ho ottenuto il navigatore satellitare… due desideri in uno!
Ovviamente ho già predisposto tutto per il Geocaching! ˆ_ˆ A proposito… se qualche androidiano volesse cimentarsi nella caccia al tesoro più tecnologica del mondo, consiglio l’applicazione c:geo!


… non ha prezzo!

Perchè andare al cinema, o sulle montagne russe, o in guerra, quando si possono vivere autentici momenti di terrore con un semplice aggiornamento del computer?

ASUS UpdateErano secoli che non avviavo Windows, infatti subito dopo l’accesso vengono proposti gigabyte di aggiornamenti e patch dalla simpatica Microsoft. Inoltre si avviano i programmi di aggiornamento di Java, Adobe Reader, Flash ed infine ASUS Update, di cui mi ero anche dimenticato che esistesse fino ad oggi.

ASUS M2N-SLI DeluxeMi ricorda che ho una scheda madre ASUS M2N-SLI Deluxe… bene, c’è un aggiornamento del BIOS! Perchè no? Ho sempre saputo che eseguire il flash del BIOS a sistema operativo avviato non è il massimo della sicurezza, ma sarà un procedimento testato e infallibile… NO???

Potete immaginare la risposta…

Avvio l’aggiornamento, il programma esegue il download del nuovo BIOS e inizia con le sue delicatissime operazioni: cancella il contenuto della EEPROM… esegue il flash della nuova immagine… ricancella il contenuto… riesegue il flash… ricancella il contenuto… riesegue il flash… (ripete questi passaggi 8-10 volte)… OH CA**O!!!

Fail to verify EEPROM with new BIOS image. Plese press [FLASH] button to try again or [EXIT] to abort

Ovviamente riprovare non è servito assolutamente a nulla e mi sono ritrovato con un PC zombie tra le mani, che probabilmente non sarebbe sopravvissuto ad un reboot. Ma visto che non c’era molto altro da fare e comunque avevo anche il notebook a disposizione, decido di provare lo stesso: MORTO!
Monitor nero, nemmeno un beep, soltanto il led dell’alimentazione acceso :(

Tremando un po’, accendo il portatile e navigo qua e là cercando informazioni su questo problema… manco a dirlo ci sono passati in molti prima di me, e fortunatamente c’è una procedura per riparare il danno ed eseguire il flash della memoria ROM in tutta sicurezza (fonte: Tom’s Hardware).

Ho dovuto seguire i seguenti passaggi (sono riferiti al mio modello di scheda madre, ma penso che vada bene per tutte le ASUS, con aggiustamenti minimi):

  1. spegnere il computer;
  2. staccarlo dalla rete elettrica;
  3. aprire il case;
  4. individuare il jumper (un piccolo ponticello in plastica che collega due contatti metallici) con l’etichetta CLRTC, vicino alla batteria a litio della CMOS (manuale della scheda madre, paragrafo 2.2.3 “Motherboard Layout”);
  5. spostare il jumper CLRTC dalla posizione 1-2 alla posizione 2-3 e lasciarlo così per 5/10 secondi (manuale della scheda madre, paragrafo 2.6 “Jumper”);
  6. ASUS EZ Flash 2riportare il jumper in posizione 1-2;
  7. riattaccare il computer alla corrente;
  8. accendere il computer;
  9. tenere premuto il tasto CANC durante il boot per accedere al setup del BIOS;
  10. nella schermata Tools, selezionare ASUS EZ Flash 2;
  11. selezionare il file .bin del BIOS all’interno dell’hard disk, oppure inserire una pendrive in cui è stato scaricato questo file dal sito ufficiale ASUS;
  12. attendere il completamento della scrittura sulla memoria ROM, che dovrebbe andare bene a meno di problemi più seri (tipo l’hardware danneggiato).

Update is done! Press any key to reboot!

… e fu così che il mio computer tornò in vita dopo una breve esperienza di pre-morte :)

Promemoria: la prossima volta potrei cominciare direttamente dal punto 8 della procedura (cioè utilizzare direttamente EZ Flash), senza avviare Windows e mettere a dura prova le mie coronarie.


May 23, 2010 20:06 - 2 comments

Va in onda tra poche ore l’epilogo dell’unica serie TV di cui valeva la pena discutere per più di 30 secondi.

Lost ha resistito per 6 anni là dove molti hanno ceduto, affondati dai colpi dell’audience, Heroes su tutti (notizia degli ultimi giorni, RIP). Ma Lost no, sarà studiato per decenni come un caso unico, una potente droga legalizzata, un esempio da cui tutti dovranno imparare… ma avrà mai un successore? Forse è questo il mistero più grande che J.J.Abrams, J.Lieber e D.Lindelof non ci potranno rivelare.

Un pronostico sul segreto dei segreti? Io la butto lì… è tutto un sogno di Hurley!! :D

E chiudo con un video tributo musicale della ABC, che ripercorre le emozioni di queste 6 serie in cui ne abbiamo viste veramente di tutti i colori, accompagnati da un’ottima colonna sonora! (“You aaaall everybody!!”)

Grazie, Lost! :)

PS: e un grazie particolare ai ragazzi di ITASA, che sono sempre riusciti a sfornare i sottotitoli poche ore dopo la messa in onda in USA, conferendo un nuovo più interessante significato al mercoledì =)


Ieri sera è stata rilasciata la nuova versione di Ubuntu, la 10.04, nome in codice “Lucid Lynx”, e con essa tutti i derivati tra cui la mia preferita Kubuntu :)

Ho partecipato al release party nella chat ufficiale di Ubuntu (quella a livello mondiale) e al momento del rilascio c’erano 1500 utenti collegati, che chiedevano contemporaneamente “Is it out now?” mentre sul canale campeggiava il titolo “It’s out when it’s out, and now it’s not”… un macello! Poveri moderatori! XD
Ad un certo punto l’attesa è finita… ma ho avuto la fortuna di accorgermi del rilascio qualche minuto prima dell’annuncio ufficiale, quindi ho potuto scaricare la ISO del CD dal server principale a velocità massima, prima che i server si intasassero definitivamente :)

Sul mio computer desktop girava ancora la gloriosa Kubuntu 8.04 “Hardy Heron”, l’ultima versione LTS (Long Term Support) ed anche l’ultima che mi sono concesso di considerare veramente stabile. Ma adesso, con l’uscita della nuova LTS, le cose cambiano, poichè sono state introdotte così tante novità (testate nelle release precedenti) che rimanere indietro non ha proprio senso: KDE 4.4, il nuovo filesystem Ext4, il bootloader Grub 2, solo per citarne alcune.

In poche parole: ho backuppato, piallato tutto, e reinstallato… dopo ben 2 anni di calma piatta :)
Ho colto l’occasione di ripartizionare l’hard disk in modo da riservare una partizione alla directory /home, così la prossima volta potrò saltare la fase di backup. Inoltre ho assegnato 2 GB alla partizione di swap, tanti quanti la memoria RAM, requisito fondamentale per far funzionare l’ibernazione.

L’installazione è… bella :) Non penso ci siano altre parole, visto che le funzionalità sono quelle di sempre, semplice e intuitiva come sempre, ma la veste grafica è stata ristrutturata radicalmente (adesso è realizzata con ubiquity). Forse è un po’ lenta la parte che si occupa del partizionamento manuale, ci vuole molta pazienza per fare ciò che si vuole, e se si sbaglia qualcosa un undo costa qualche minuto di vita.
Per il resto tutto ok, la versione CD non ha il supporto multilingua (per motivi di spazio), quindi prima del reboot avviene il download e l’installazione dei pacchetti relativi alla lingua selezionata, direttamente dai repository ufficiali (ha rilevato automaticamente la connessione ethernet al router).

Al reboot, la prima cosa che salta all’occhio è che ci mette 15 secondi netti per passare dal boot loader al login! Ed soltanto altri 5 secondi dopo il login, per essere operativi.

Le prime cose da fare subito dopo il primo login sono:

  • Configurare il repository Medibuntu (per es. per i pacchetti flashplugin, googleearth)
  • Configurare il repository Canonical partner (per es. per i pacchetti sun-java6-*)
  • Installare i driver proprietari per la scheda grafica (Menù → Sistema → Hardware drivers)

Un problema è sorto dopo l’installazione dei driver proprietari: al riavvio plymouth, il programma che si occupa dello splash screen (la schermata grafica che viene visualizzata durante il boot), risulta inguardabile, con una risoluzione bassissima e colori pessimi.
Ma c’è un fix: High resolution Plymouth & Virtual Terminal for ATI/NVIDIA cards with proprietary/restricted driver.

Altro appunto: il server sonoro Pulseaudio non è installato di default, ne consegue che il suono non risulta disponibile in Flash e Wine.
Per risolvere il problema basta installare il pacchetto pulseaudio (dal gestore dei pacchetti) e spostare la voce Pulseaudio in cima alla lista delle priorità del sistema sonoro di KDE (Impostazioni di sistema → Suono).

La semplicità di installazione e configurazione (tutto tramite wizard) di pacchetti come Apache, PHP, MySQL, Samba, VNC, e tanti altri, mi fa ricordare con affetto i tempi in cui facevo tutto a manina su Slackware ˆ_ˆ

E poi finalmente abbiamo un KDE 4 stabile, completo, usabile e… figo :) Cosa c’è di meglio?


Io ODIO Windows Vista!A casa ho 6 computer, 4 con varie distribuzioni di GNU/Linux e 2 con quel “santo” di Windows XP.

Detto ciò, è mai possibile che quell’aborto di sistema operativo che si chiama “Windows Vista” riesca a rompere le scatole anche a casa mia?

Problema: mi hanno masterizzato dei DVD video in un computer con Vista e devo leggerli sulla mia amata Kubuntu Hardy 8.04.

Inserisco il DVD, mi chiede cosa fare, gli dico di aprirlo. Niente.

Provo a fare la stessa operazione da riga di comando, non si sa mai:

$ sudo mount -t udf /dev/scd0 /mnt
mount: dispositivo a blocchi /dev/scd0 è protetto da scrittura,
viene montato in sola lettura
mount: tipo fs errato, opzione non valida, superblocco su /dev/scd0 danneggiato,
       codepage o programma ausiliario mancante, o altro errore
       In alcuni casi si possono trovare informazioni utili in syslog. 
       Provare ad esempio 'dmesg | tail'

$ dmesg | tail
[20158.790692] attempt to access beyond end of device
[20158.790705] scd0: rw=0, want=68, limit=4
[20158.790720] UDF-fs: No fileset found

Errori errori errori!

Ma Google è mio amico, e trova facilmente qualcuno con lo stesso problema.

E’ un difetto del modulo UDF del kernel Linux derivante dall’interpretazione “piuttosto personale” dello standard UDF 2.50 da parte di Microsoft.

Ma c’è una soluzione! Una patch per il modulo UDF!!

Ringrazio deviantdark per la preziosa guida, molto ben scritta e soprattutto… funzionante! :)

In poche parole:

  1. scarichiamo i sorgenti del modulo UDF
  2. scarichiamo la patch per UDF 2.50 (salviamola in un file di testo)
  3. decomprimiamo i sorgenti ed applichiamo la patch
  4. compiliamo il modulo
  5. sostituiamo il modulo appena compilato a quello originale
  6. carichiamo il nuovo modulo
  7. montiamo il DVD :)

Ovviamente per i dettagli sui passi della guida potete visitare il blog di origine.

Posso certificare che il problema è stato risolto! :)


Ho appena finito di guardare questa delizia di anime, che vorrei consigliare a tutti gli amanti del genere tecno/cyberpunk alla Matrix :)

Ghost in the Shell Stand Alone Complex Laughing ManGhost in the Shell – Stand Alone Complex è ambientato nel 2030, in un mondo in cui i corpi cyborg sono la naturale evoluzione dell’essere umano. La “Sezione 9 di pubblica sicurezza” è una speciale unità di polizia, che indaga sul caso del “Laughing Man”, un abilissimo hacker che riesce a utilizzare a suo vantaggio le falle tecnologiche dei nuovi cervelli artificiali per commettere crimini ed allo stesso tempo portare allo scoperto complotti governativi che molto c’entrano con la diffusione smisurata della tecnologia cyborg.
La particolarità della serie è la presenza di diversi episodi “stand alone”, cioè che si discostano dalla trama principale per approfondire le storie personali dei protagonisti oppure trattare argomenti che aiutano a capire l’ “universo Ghost in the Shell”.
Non può mancare alla collezione di un vero otaku!! :)

Eccovi la sigla… spettacolare!

Grazie al gruppo Kanjisub che ha sottotitolato questa bellissima serie! :)


Kubuntu 9.10 Karmic KoalaHo effettuato l’aggiornamento automatico (via internet) da Kubuntu 9.04 Jaunty Jackalope alla nuova Karmic Koala, rilasciata come di consueto a ottobre, sul mio Sony VAIO S3XP del 2005.

Piccola parentesi: ovviamente il fedele portatilino sarebbe ormai obsoleto, se non avessi estirpato Windows fin dai primi mesi. Da quando ha incontrato Linux (prima Slackware e poi Kubuntu) è sempre stato scattante, e qualcosa mi fa pensare che sarà sempre adeguato alle mie esigenze :)

Ma andiamo a noi…

l’upgrade tramite il tool grafico di KDE 4 non ha avuto particolari criticità, è stato un susseguirsi di Avanti, Avanti, Avanti… probabilmente perchè non avevo toccato la configurazione di base e non avevo aggiunto repository di terze parti.

Il desktop environment KDE è stato aggiornato alla versione 4.3, ma il cambiamento che si nota di più è il nuovo tema grafico Air (ok, succede la stessa cosa con Windows, ma in quel caso è anche l’unica cosa funzionante :P).
Altre piccole chicche e bugfix comprendono l’integrazione grafica delle applicazioni GTK come Firefox e OpenOffice (che prima erano inguardabili), il mio programma preferito Amarok 2.2, il tool di masterizzazione K3B, ed un sistema unificato per l’aggregazione delle notifiche di sistema a livello di Freedesktop (quindi sia Gnome che KDE utilizzano adesso lo stesso standard).

wicd karmic koalaInsomma niente di fantascientifico, ma finalmente posso consigliare Kubuntu agli amici :)

Ad una condizione però! La disinstallazione immediata di quell’odioso NetworkManager che non ha mai funzionato (continuava a non rilevare le reti wireless e ad assegnarmi l’ip dum.my.ip.addr −.−), in favore di un più semplice e soprattutto funzionante Wicd (a lato).
Il tutto è fattibile dall’interfaccia di installazione KPackageKit.

Beh, non c’è molto altro da dire, se non che… funziona! :)

Mi auguro di aver incoraggiato qualcuno ad avventurarsi nell’upgrade, che è molto meno traumatico di quando si potrebbe pensare!


November 01, 2009 20:19 - No comments yet

zombieSe dovessi parlare per esteso delle motivazioni che mi spingono a scrivere questo post non basterebbe lo spazio di un altro blog. Ho convinzioni strane io. Penso che ci sia qualcosa che non va nel mondo, ma che tutti accettano perchè è più semplice così, perchè nello spazio di una vita non si farebbe in tempo a godersi i vantaggi di un cambiamento che necessita di un lungo periodo di sacrifici. E chi se ne frega se tra 20 anni non ci sarà più petrolio, se tra 50 l’atmosfera terrestre comincerà ad essere simile a quella di Marte, o se tra 100 si dovrà pensare a spostarsi tutti proprio su Marte.
Non c’è spazio per pensare, non c’è spazio per la vita, siamo continuamente asfissiati dalla frustrazione sul lavoro e dalla caduta vertiginosa di ogni forma di cultura e di pensiero libero, fino alla condizione di coma cerebrale che tanto fa comodo a chi ci vede come marionette dotate di portafogli.

Sei andato a scuola e ti hanno detto “siedi al tuo posto”,
e già lì hai smesso di credere che il tuo posto sia dappertutto.

(Silvano Agosti)

Ho l’abitudine di informarmi prima di giudicare, il che mi porta a impiegare tanto tempo per arrivare a conclusioni a cui altri arrivano subito. Ma a volte ciò mi consente di andare un po’ oltre, di esplorare luoghi oscuri della mia mente e di quella delle persone lì fuori, cercando di comprendere cosa-spinge-chi e di risalire alla radice dei problemi.

Qualche tempo fa ho parlato di Zeitgeist, di signoraggio, ho organizzato un evento real-life e ho cercato di dare un’impronta attivista a questo blog, proprio perchè la mia vita era segnata da queste “batoste” che si presentavano improvvisamente davanti ai miei occhi, facendomi pensare di aver passato i miei primi 26 anni in una condizione di cecità di cui non riuscito a comprendere l’origine.

Ma adesso penso che, come al solito, la verità stia nel mezzo.
Se ne sentono tante di cazzate anche nel campo della “resistenza”… scie chimiche, rettiliani, santoni che si proclamano salvatori del mondo :) Ma dai!

Se ci sono organizzazioni pseudo-massoniche e/o pseudo-religiose che giocano a decidere ogni istante della nostra vita è perchè noi glielo permettiamo. Se siamo schiavi del petrolio è perchè in fondo ci fa comodo, come ci fa comodo non pensare alle conseguenze a lungo termine (che era lungo tanto tempo fa, ora non più) di questo “vizio capitale”. Se in Italia governa un dittatorucolo con evidenti problemi psichici è perchè alla maggior parte degli italiani fa comodo avere come amico il deputato corrotto di turno e ricevere in cambio del voto i soliti favori politici, assunzioni dei figli in aziende statali, sanatorie per le “vietatissime” casette a mare abusive che prima o poi si fanno tutti.

Perchè tutti vogliamo sempre avere di più. Non basta una vita dignitosa, una casa, una bella famiglia… molti non hanno queste cose perchè altri ne hanno troppe! Ma che se ne fanno? Accumulano… spendono… distruggono… sprecano. Ci sono migliaia di modi con cui ci viene inculcato fin dall’infanzia che questo è il modo giusto di vivere.

Perchè?

Perchè senza sprechi l’attuale sistema collasserebbe: se l’economia non girasse in modo così abnorme, paradossalmente ciò provocherebbe fame, miseria e guerre, perchè il sistema del debito è già avviato (vedi post sul signoraggio) ed è inarrestabile, anzi può soltanto aggravarsi col tempo.
Penso che sia un sistema progettato male fin dall’inizio, che ha consentito a pochi di procurarsi un vantaggio rispetto a tutti gli altri, con il risultato che adesso siamo sotto scacco.

Non penso siano discorsi da schizofrenico, non credo ci siano cospirazioni governative o piani per invasioni aliene; penso solo che dovremmo ridimensionare un po’ le nostre pretese nei confronti della vita.

Vi lascio qualche link “sano”, casomai foste arrivati alla fine del post…

Grazie :)


September 15, 2009 01:05 - 2 comments
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
Pablo Neruda



ERRATA CORRIGE Ooooops!! A quanto pare “Lentamente muore” non è da attribuire a Pablo Neruda, ma alla giornalista e scrittrice brasiliana Martha Medeiros. Grazie a niko per la segnalazione, nei commenti a questo post.
Rimane comunque una bella poesia! :)